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Amazon e il Prime Day, offerte speciali e pezzi davvero stracciati. E potete abbonarvi gratis per un mese per approfittare delle offertissime!

Mamme e papà all’ascolto, se avete da comprare qualcosa di assolutamente indispensabile per le vostre vacanze, per i vostri bimbi, o semplicemente uno sfizio per voi…domani è il giorno giusto!!

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Amazon festeggia domani i 20 anni di attività e invita tutti alla festa di compleanno, il Prime Daysarà una giornata di sconti, offerte e promozioni su un numero elevatissimo di prodotti, offerte “folli” superiori anche a quelle che si fanno durante il Black Friday, la giornata dello shopping americano che da qualche anno è diventata internazionale. Come ogni festa VIP, non tutti possono partecipare: infatti solo chi è abbonato al servizio Prime di Amazon vedrà le offerte e potrà comperare a prezzi stracciati!

Schermata 2015-07-14 alle 16.45.12Tranquilli, se volete abbonarvi a Prime per partecipare alla festa dello shopping potrete farlo anche oggi stesso: non è necessario spendere i 19 euro dell’abbonamento annuale, perché Amazon fa provare il servizio Prima anche per un solo mese. L’unica richiesta è una carta di credito, ma Amazon addebiterà solo 1 euro (che verrà restituito) per la verifica della carta. Chi non riterrà poi il servizio utile potrà disdirlo entro la scadenza dei 30 giorni e non pagherà nulla. L’abbonamento ad Amazon Prime, porta con se anche altri piccoli vantaggi: spedizioni agevolate, sia come tempistiche che come spese, esclusive di prodotto..e altri ancora! Schermata 2015-07-14 alle 16.45.24

Per questa occasione Amazon ha anche indetto un concorso fotografico, sempre rivolto ai soli clienti Prime: #PrimeLiving manda la foto del tuo momento felice, momento di vita di qualità!

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Vacanze con i bimbi? 10 suggerimenti per non “rovinarsi” la vacanza!

Quando si parte per le vacanze, che sia un lungo weekend o che siano due settimane, i preparativi per la valigia di una famiglia sono sempre lunghi e complicati!

Innanzitutto avere una lista per ognuno dei bambini, e per se stessi!, è cosa utile e ormai irrinunciabile, evita di trovarsi all’ultimo minuto con la corsa al supermercato per creme e pannolini.

Schermata 2015-07-13 alle 14.59.41Se vi è sempre piaciuto viaggiare non dovete rinunciare a fare delle breve vacanzine, o ridurvi  fare vacanze che proprio non vi piacciono solo perché avete sei bambini. Certo bisogna cercare di adattare modi, tempi e luoghi alle esigenze dei figli ma non è una cosa impossibile, basta organizzarsi e avere tanta, tantissima pazienza. Ovviamente certi luoghi non sono proponibili per una vacanza in famiglia, con bimbi piccoli, però ce ne sono tanti altri che sono abbordabili e affrontabili da tutta la truppa!

Viaggiare è un modo per far scoprire il mondo ai nostri figli, aprire i loro occhi e renderli curiosi. Certo a volte è faticoso, per noi genitori soprattutto, a volte richiede ai più piccoli di adattarsi, però alla fine è proprio questo crescere e vivere, no? E da parte di noi genitori proteggere significa anche stimolare la capacità dei nostri figli all’adattamento e al superamento di piccole difficoltà così da non ritrovarsi impreparati per quelle grandi, della vita.

Ma non perdiamoci d’animo, se ci si fissa delle piccole “regole” un piccolo decalogo si può fare di tutto! Ecco le nostre dieci idee da ricordare per viaggiare con i bimbi al seguito.

1) Un viaggio è un viaggio, spesso non è vacanza per mamma e papà, per i bambini invece deve essere divertente, sorridi e sorridi ancora!

2) Compila una lista un paio di settimane prima con quanto necessario: creme, medicine, pannolini, occhiali da sole, cappellini, cd di musica per bambini, libri, braccioli, biberon, giochi etc…

3) Regala a ogni bambino se l’età lo consente un piccolo zainetto: ognuno nel suo piccolo porterà gli oggetti indipensabili (es. peluche, occhiali da sole, telo mare, braccioli, borraccia d’acqua, etc…) e a te servirà come promemoria per incominciare ogni giornata senza dimenticare nulla. Mia figlia Lea, due anni e un pezzettino, è orgogliosissima del suo zainetto di Pippi Calzelunghe ed è uno spettacolo mentre corre con la piccola zavorra sulle spalle.

4) Racconta la meta ai tuoi bambini, creerà in loro l’aspettativa del viaggio.

5) No panic, anche se ti ritrovi alle sette di sera senza un posto dove dormire perché si sono persi la prenotazione che hai fatto due mesi prima (a qualcuno è capitato davvero). Una soluzione si trova sempre!

6) Cerca di soddisfare dove vai le piccole abitudini di casa: es. il libro da leggere la sera insieme, la tisana da bere prima della nanna, lo spuntino di metà mattina e pomeriggio.

7) In riferimento a questo non partire mai senza avere qualcosa da mangiucchiare al bisogno.

8) Studia il tuo viaggio e i posti che visiterete: cerca di costruire degli itinerari che possano coinvolgere i più piccoli e presentare le cose che vorresti vedere da una prospettiva interessante per i bambini. Negli ultimi anni ci sono sempre approfondimenti per famiglie e bambini sui siti di città e località turistiche.

9) Prevedi delle pause e scegli dei posti dove pranzare o cenare con spazi all’aperto o child friendly.

10) Armati di pazienza, non temere la fatica e circondati di aiuti: fogli e matite, libri da guardare e leggere, canzoni da ascoltare, app dedicate sul cellulare e un cartone da guardare durante gli spostamenti quando avrai esaurito storie e voce.

…E poi goditi il viaggio, dopotutto sei in vacanza!

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Bambini che fanno gli schizzinosi a tavola? Sono sempre di più!

Un articolo del Corriere della Sera ci fa riflettere sul cibo e su come i bambini stanno modificando le loro abitudini, le loro preferenze e su come si comportano in alcune occasioni. Il cibo è il tema della grande Fiera Milanese, Expo2015, perché non approfondirlo estendendolo anche ai più piccoli?

Ecco l’articolo!

Il fenomeno inizia già a due anni e riguarda 1 piccolo su quattro. Si distinguono in “senso-dipendenti”, “preferenziali”, “perfezionisti” o “comportamentali”

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Bimbi schizzinosi a tavola: un problema comune a un quarto dei piccoli commensali, studiato nei dettagli dall’University of Illinois – Urbana-Champaign i cui risultati sono stati riportati dalla rivista Scientific American.

Lo studio 

Secondo la ricerca, condotta su 170 bambini tra i due e i quattro anni, i piccoli a tavola si dividono in “senso-dipendenti”, “preferenziali”, “perfezionisti” o “comportamentali”. Le quattro categorie sono emerse dopo che per due settimane i bimbi hanno mangiato pasti standardizzati mentre i genitori prendevano appunti sul loro comportamento. 
Il primo comportamento dei “senso-dipendenti” comprende quelli che rifiutano il cibo per l’odore o la consistenza. Ci sono poi i “preferenziali”, che si rifiutano di mangiare cibi nuovi per loro, o mescolati in modo inusuale, i “perfezionisti”, che ad esempio non mangiano ciò che è stato assaggiato da altri o i “comportamentali”, che rifiutano di sedersi a tavola direttamente, o hanno pretese impossibili.

Che fare 

Una bella lotta insomma per i genitori: «Al momento non ci sono strategie mirate per ogni definizione – spiega Soo-Yeun Lee, uno degli autori dello studio – ma possono andare bene le “vecchie” strategie, come servire i cibi “favoriti” inserendo anche quelli nuovi o rifiutati. L’importante è avere pazienza, a volte servono 10 tentativi per introdurre un nuovo alimento, e spesso i genitori non arrivano a tanto».
La frequenza di questi disturbi, spiegano gli autori, può variare tra il 20 e il 50% dei bambini. Cifre più basse, ma comunque notevoli, sono state trovate da uno studio di Claudio Romano, pediatra dell’università di Messina, presentato all’ultimo congresso della Società Italiana di Pediatria, secondo cui riguarda il 25% dei bambini sotto i sei anni.

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Expo a misura di famiglia

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Per la fiera dell’Expo 2015 è stata presentata la Family Map di Expo Milano 2015, una mappa che indica i principali luoghi e le principali iniziative dedicate a bambini e genitori all’interno dell’Esposizione Universale e che si può consultare direttamente sul sito http://www.expo2015.org, e scaricare a questo link (trovate il pulsante in basso alla pagina). Questa mappa illustra il palinsesto di eventi dedicati ai più piccoli. Oltre alla parata di Foody e dei suoi amici prevista quotidianamente la mattina e il pomeriggio, nel percorso immaginato per i ci sono anche le Aree Tematiche (il Parco della Biodiversità, Padiglione Zero, Future Food District), Arts&Food (in mostra presso la Triennale di Milano fino al 1 novembre 2015) e l’interessante programmazione di workshop a cura dei Paesi Partecipanti, Cascina Triulza, Onu, Unione Europea, Save the Children, Padiglione Italia, Piazza della Biodiversità/Slowfood, dai Cluster e da Partner come Ethiad Alitalia, Intesa SanPaolo, CONAI, San Pellegrino, Enel eMSC che prevedono dei percorsi dedicati ai più piccoli nei loro spazi.

E ricordiamo anche che lo sponsor Chicco Artsana offre alle famiglie in visita al Sito Espositivo, per esempio la possibilità di usufruire di passeggini di cortesia gratuiti e di punti di ristoro baby friendly. Interessante, invece, tutti i Padiglioni del Sito Espositivo di Expo 2015 per le scolaresche: sono attese tantissime scuole, infatti, pronte a esplorare le tematiche di cibo e natura del nostro Pianeta. Anche in questo caso è bene consultare il sito Internet dell’Expo che fornirà ogni genere di informazione sui Padiglioni e sugli eventi dedicati in modo da stabilire una sorta di percorso da seguire una volta in fiera.

E’ anche presente un Children Park, curato da Sabina Cantarelli e sviluppato dal team di Reggio Children – Centro Internazionale per la difesa e la promozione dei diritti e delle potenzialità dei bambini e delle bambine. E’ un’area di gioco e scoperta dedicata ai bambini. Il progetto prevede un percorso di esperienze, attività e situazioni stimolanti, ma si presenta anche come luogo di relax e sosta. Il concept, intitolato Ring around the planet, Ring around the future, rimanda alla metafora del girotondo come gesto che abbraccia il Pianeta. Cliccando a questo link troverete una breve intervista a Sabrina Cantarelli  che spiega come è nata l’idea, come si sviluppa il parco per i bambini.

Beh buon Expo a tutti, e ricordatevi che se comprate il biglietto prima del 1° Maggio pagate di meno!

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I 10 libri da regalare a un papà

Se siete ancora alle prese con un regalo per il papà per domani, questo è il post per voi!!

La festa del papà è ormai alle porte, e chi più chi meno stiamo cercando di trovare un regalo originale e che sia poco scontato (cravatte, buoni regalo, etc etc). Però siamo sempre qui: ai padri, e agli uomini in generale, è sempre problematico fare un regalo che sia diverso dall’anno prima, o dal Natale appena passato, e che piacca davvero e faccia sentire quanto bene vogliamo a chi ci ha cresciuto.

Ecco perchè oggi vogliamo cercare di darvi un piccolo aiuto: 10 libri divertenti, appassionanti e utili. Uno per ogni tipo di papà. (questa lista è originariamente proposta da Andrea Tognasca)

agassi1. Al papà sportivo:
Andre Agassi, Open. La mia storia (Einaudi) – Insomma chi si sarebbe aspettato che uno così bravo a maneggiare una racchetta da tennis sapesse fare altrettanto con la penna? Questa autobiografia sorprende a tal punto che presto ci si dimentica che sia il resoconto sincero e dettagliato della vita del campione. E ci si trova a leggere uno splendido libro d’iniziazione dallo stile sicuro e coinvolgente. A conti fatti sembra che uno dei tennisti più famosi al mondo odiasse questo sport anche per via di un padre che lo chiudeva a doppia mandata dentro il campo di terra rossa. Quindi se avete un papà sportivo (magari un po’ troppo) questo è il libro perfetto.

manuale2. Al papà imbranato:
Gianni Biondillo e Severino Colombo, Manuale di sopravvivenza del padre contemporaneo (Guanda) – E poi ci sono quelli che papà lo stanno per diventare. Sono quelli che vanno alla partita di calcetto del giovedì con la sensazione che sia l’ultima della loro vita. Quelli che urlano alla pancia della compagna nella speranza di essere sentiti. Quelli che aspettano ore per parcheggiare davanti a casa col pieno sempre fatto.  Questo libro è per loro, racconta le attese e soprattutto il destino prossimo venturo. I due autori hanno saputo giocare sul filo dell’ironia, e della comicità, per raccontare i contemporanei Pa3: i padri al cubo, che non si tirano indietro di fronte a un pannolino, a una visita dal pediatra o a una ninna nanna in piena notte. Una sorta di diario con intermezzi assortiti, ricco di esperienza vissuta. Una pacca sulla spalla per far coraggio.

3. Al papà pigro:

Ivan A. Gončaròv, Oblomov (Mondadori) – Ci sono papà totalmente dediti all’atrofia, oziosi oltre il consentito. Ecco il libro. Oblomov è l’eroe della pigrizia, il paladino degli apatici, insomma la passività fatta persona. L’affermazione del sé fatta per negazione in un succedersi di “non eventi” che la scrittura di Goncarov riesce a rendere commoventi e appassionanti facendo del romanzo uno dei capolavori della letteratura russa. Il protagonista vedrà sfilare la sua vita sotto gli occhi limitandosi a subirla per come viene. Papà, ne vale davvero la pena?

new4. Al papà curioso:
Will Eisner, New York  (Einaudi) – Ai papà dalla spiccata bulimia letteraria non si sa mai che romanzo regalare, nel timore di sentirsi dire “l’ho letto l’anno scorso”. Se volete regalargli un libro e sperare di stupirlo provate con Eisner. “Un fumetto?” dirà aprendo il pacchetto. “No, una graphic novel!” sarete pronti a rispondere voi. Raccolta di quattro celebri storie di uno degli indiscussi maestri del genere, in cui si disegnano solitudini, speranze e sogni di esseri umani sprofondati nelle strade della Grande Mela. Vite invisibili ma palpitanti, al pari dei disegni dal tratto realistico e incisivo capaci però di mostrare anche il non detto e il non disegnato. Pura poesia metropolitana che eleva, per stile di scrittura e abilità narrativa, il fumetto al podio di romanzo contemporaneo.

5. Al papà rockettaro:
Nick Hornby, Alta fedeltà (Guanda) – Ci sono papà che hanno la libreria piena soltanto di dischi. È la grande categoria dei padri ex rockettari, distinguibili per il disprezzo verso gli mp3 e il malinconico amore per il vinile. Si sentono orgogliosamente fuori moda e protagonisti di un’epoca musicale rivoluzionaria. Se già non l’hanno letto, si innamoreranno del libro più famoso di Nick Hornby. L’indimenticabile protagonista, i personaggi secondari da antologia, le situazioni spesso esilaranti. Le parole scritte da Hornby sono come le ciliegie, non si riesce a smettere. Ottimo anche per i papà affetti da sindrome di Peter Pan.

6. Al papà brontolone:
Arthur Schopenhauer, L’arte di ottenere ragione esposta in 38 stratagemmi (Adelphi) – Sovente ai papà vien dato dei “brontoloni”. Questo perché spesso lo sono. Bisbetici nelle discussioni con i figli, borbottoni peggio della proverbiale pentola di fagioli. Accettate la sfida: regalate questo trattatello scritto da qualcuno senz’altro a proprio agio nelle dispute verbali. Vero e proprio manuale dove si elencano trentotto stratagemmi, leciti e illeciti, per aver ragione sempre e comunque. Personalmente non mettevo Schopenhauer tra le persone più spiritose di cui avessi letto qualcosa, ma questo libro mi ha fatto ricredere. Un solo consiglio: leggetelo prima voi. Così da combattere ad armi pari e, cosa più importante, con un nuovo e inaspettato divertimento.

7. Al papà mangione:
Jonathan Safran Foer, Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? (Guanda) – Se vostro padre quando si guarda allo specchio lo fa mettendosi di profilo, significa che medita su una possibile dieta. Salvo poi mettersi a tavola e divorare anche il tovagliolo. Ci vuole un intervento drastico, il libro di Foer lo è. Un viaggio dell’autore all’interno della produzione e dellìindustria alimentare. Ci insegna a riflettere su cosa abbiamo nel piatto, aiutandoci a mangiare meglio. Un modo per ridurre gli eccessi alimentari trascurando le diete a punti, e dando voce alla propria coscienza.

zen8. Al papà stressato:
Robert M. Pirsig, Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta (Adelphi) – Se invece il genitore vi sembra un po’ stressato (da cosa? da tutto?) forse val la pena concentrarsi sulle cure. Questo libro può essere un primo passo. Vi si racconta di un padre e di un figlio, in sella ad una moto attraversano gli Stati Uniti. Una storia on the road che si trasforma inevitabilmente in un viaggio interiore, alla riscoperta della qualità della vita. Un agile connubio tra romanzo e saggio filosofico. Si legge con spasso e si impadronisce del lettore. Invitandolo a spegnere il motore e riflettere su ciò che lo circonda.
9. A tutti gli altri papà:
Cormac McCarthy, La strada (Einaudi) – Nessuno di questi libri soddisfa le vostre esigenze? Allora regalate il libro di McCarthy come esplicita dichiarazione d’amore per il papà. In uno scenario postapocalittico, un padre e un figlio lottano per la sopravvivenza difendendosi dai rigori del clima e dai propri simili, ormai ridotti allo stato primitivo. La desolazione opprime sempre più i due protagonisti vagabondi in un mondo senza sole, ma il loro amore ancestrale potrà ridare speranza. Lo scrittore americano ormai ci ha abituati a storie senza compromessi. Tuttavia il libro sembra attraversato da una tenerezza inedita per Mc Carthy. Una potente allegoria per raccontare il rapporto padri-figli. Estremo e commovente.

bambina10. Al papà che non legge: 
Vien difficile regalare un libro a uno così. Sono sicuro che ci avete provato mille volte. Allora il mio consiglio è: regalategli un film. Arrendetevi ma fatelo con dignità: impacchettate E io mi gioco la bambina, interpretato da un immenso Walter Matthau. È la storia di un padre per forza, un allibratore a cui tocca occuparsi di una bambina lasciatagli come pegno da uno scommettitore. Sarà grazie a lei che il burbero scapolo troverà l’amore. Impareggiabili i duetti di Matthau con l’orfanella. Le sue camminate con al seguito la bimbetta che quasi da sole valgono il film: lui dinoccolato, lei piccola piccola, una perfetta alchimia comica.

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Giochi casalinghi per non annoiarsi mai!

Contro la noia delle mattine e dei pomeriggi d’estate, il sito BuzzFeed ha stilato una classifica di giochi che si possono organizzare in casa per i bambini. Salvaguardando la salute mentale (e il portafoglio) dei genitori. Abbiamo riportato qui quelle che a nostro parere sono le più divertenti e le più fattibili. Per vedere quali sono tutte le altre potete dare un’occhio qui!

Sbizzarritevi!!

Idea n°1: usare dello scotch colorato per disegnare sul pavimento un’intricata pista per le macchinine!

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Idea 5: servono coloranti per alimenti, un po’ di colla bianca e alcuni stuzzicadenti. Si fanno cadere delle gocce di colore su una base di colla umida e con gli stecchini si distribuiscono. Sarà affascinante vedere i colori che si espandono prendendo vie inaspettate. Poi l’opera va fatta asciugare!5

Idea n°6: vi avanzano dei fogli di plastica «mille bolle» (quelli che si usano per imballare)? Usateli per confezionare degli stivaletti con cui i bimbi possano divertirsi a dipingere con i piedi.

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Idea 8: l’interno di un rotolo di carta assorbente fissato a una parete con dello scotch. Uno «scivolo» che terrà occupato per parecchio tempo il vostro pargolo.

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Idea 10: si può imparare a scrivere usando una riedizione del giardino zen. Servono una scatola dai bordi abbastanza alti e dello zucchero e il gioco è fatto.

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Idea 14: i palloncini-razzi. Servono: spago, una cannuccia, scotch, un palloncino e due sedie. Si attacca il pallone gonfiato ma non chiuso alla cannuccia infilata sul filo che sarà stato prima fissato tra due sedie. Quando si lascia la presa, il palloncino sgonfiandosi parte da un capo all’altro.

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Idea 15: piccoli ladri crescono. Con del filo rosso creare un’intricata rete che i bambini devono riuscire ad attraversare senza toccare i fili. Come in «Mission Impossible» con l’antifurto laser.

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Idea 17: due piatti di carta, due stecchi tipo quelli dei gelati e un palloncino. E i tennisti possono esibirsi in salotto senza devastarlo.

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Idea 21: si taglia a metà un tubo di quelli che si usano per galleggiare in piscina. Ne viene fuori una doppia pista per biglie

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Avete altri giochi hand made che hanno fatto la felicità (vostra) e dei vostri bimbi? Raccontateceli!!

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Cosa si prova ad essere incinta? Ecco una simpatica trovata pubblicitaria per far provare ai papà il peso della pancia…e promuovere un libro!

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Tre papà, un mese, tre pance finte…ecco cosa si sono inventati Jason Bramley, Steve Hanson e Jonny Biggins.

Tutti e tre sono papà papa-1e scrittori sulla quarantina, che hanno pensato di indossare per un mese delle “Empathy Bellies”, ovvero delle tute dotate di pancia finta in vendita su internet, che hanno l’obiettivo quello di far provare a chiunque la sensazione della pancia materna, e che spesso vengono usate nei teatri per fingere una gravidanza.
Questi tre papà inizieranno il 15 marzo, giorno della festa della mamma in Inghilterra, e terra non questo peso per un mese. La decisione però non è fine a se stessa ma ha come obbiettivo la promozione del loro prossimo libro: “The book of mums” (Il libro delle mamme).

Se siete curiosi e volete sapere di più andate sul canale YouTube “Tboe Curator” e scoprirete come andrà a finire!

 

 

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Toxoplasmosi in gravidanza: 7 cose da sapere

Contrarre la toxoplasmosi in gravidanza può essere pericoloso per la salute del bambino. Ecco come prevenire l’infezione e come comportarsi se, invece, si scopre di averla contratta.

gra1) Che cos’è la toxoplasmosi?
La toxoplasmosi è un’infezione causata da un microrganismo chiamato Toxoplasma gondii. Nella grande maggioranza dei casi non ci si accorge nemmeno di averla avuta, perché dà sintomi lievi e generici, come stanchezza, mal di testa o di gola, sensazione di “ossa rotte”. Una volta contratta, lascia un’immunità permanente, cioè non si rischia più di ammalarsi. Il problema, però, è che se presa in gravidanza può essere molto pericolosa per il bambino, visto che può passare al feto attraverso la placenta.

2) Quali rischi per il bebé?
Se la mamma contrae l’infezione durante i mesi di gravidanza, non è detto che anche il feto si infetti. Se però questo avviene, i danni possono essere tanto maggiori quanto più precocemente avviene il contagio.

“Per fortuna all’inizio della gravidanza è difficile che il toxoplasma arrivi al feto, ma se questo succede, i rischi possono essere anche seri: per esempio aborto spontaneo, malformazioni, danni al sistema nervoso centrale che possono portare a ritardo mentale o a epilessia oppure lesioni agli occhi che possono provocare cecità” spiega Irene Cetin, responsabile dell’Unità operativa di ostetricia e ginecologia presso l’Ospedale Luigi Sacco di Milano e Professore dell’Università di Milano. “Viceversa, verso la fine della gravidanza il passaggio attraverso la placenta è più facile, ma a quel punto i rischi possibili sono minori”.

3) Il toxo-test per sapere se si è immuni oppure no
Per sapere se si è immuni oppure sensibili all’infezione basta un semplice esame del sangue che permette di rilevare la presenza di anticorpi contro il toxoplasma. Il test può essere eseguito anche prima del concepimento, oppure nell’ambito della prima batteria di esami che viene consigliata alla mamma alla prima visita della gravidanzaSe la donna risulta immune, può stare tranquilla per tutti i nove mesi e non è necessario ripetere il test.

Altrimenti può risultare suscettibile di infezione, se non l’ha mai contratta (in questo caso il test dovrà essere ripetuto ogni mese), o a rischio di trasmetterla al feto, se l’ha contratta proprio durante la gravidanza. L’esame è a carico del SSN per tutti i mesi di attesa.
4) Che cosa fare se si scopre di aver contratto la toxo in gravidanza
Come comportarsi se l’esame era negativo subito prima del concepimento e poi risulta positivo durante i controlli dei nove mesi? “La prima cosa da fare, per sicurezza, è ripetere il test presso un centro di riferimento specializzato, come un ospedale di secondo livello, più attrezzato su queste analisi” suggerisce Irene Cetin.

Nel caso in cui sia confermata l’infezione, si può eseguire il cosiddetto test di avidità, cioè un esame del sangue che consente di sapere se l’infezione è avvenuta nei tre mesi precedenti o ancor prima, e quindi capire se è stata contratta quando la gravidanza era già in atto. Se è questo il caso, per sapere con certezza se effettivamente il toxoplasma ha oltrepassato la barriera placentare e infettato il bambino occorre eseguire un’amniocentesi, che permette di evidenziare l’eventuale presenza del microrganismo nel liquido amniotico.

5) Trattamenti possibili
“Se la mamma contrae la toxoplasmosi in gravidanza, viene sottoposta subito ad una terapia antibiotica che riduce il rischio di trasmissione al feto dell’infezione e che, nel caso la trasmissione sia già avvenuta, riduce il rischio di gravi conseguenze” spiega la professoressa Cetin. Con le attuali possibilità di trattamento, almeno il 90% dei bambini che contraggono l’infezione in utero nasce senza sintomi evidenti.

toxo1-1-656x3826) Come evitare la toxo
L’infezione può essere contratta solo se si ingerisce il parassita, che può essere presente nelle carni di animali infetti, nelle feci di gatto, nel terreno in cui abbia defecato un gatto infetto e su frutta e verdura (eventualmente contaminate da feci o terreni a loro volta infetti). Ecco allora le precauzioni da adottare per evitare il contagio:

  • Se si vuole mangiare verdura cruda, è importante lavarla abbondantemente e con cura, per asportare residui di terriccio. Utile aggiungere nell’acqua di lavaggio un po’ di bicarbonato o di soluzioni disinfettanti apposite, che aiutano a rimuovere lo sporco. Meglio fare un risciacquo ‘domestico’ anche se si acquista al super l’insalata già lavata e confezionata.
  • Nessun divieto per la verdura cotta, dal momento che la cottura è in grado di distruggere il germe.
  • Per quanto riguarda la frutta, quella che cresce sugli alberi non dà problemai, mentre per i frutti a contatto con la terra, come le fragole, valgono le stesse precauzioni previste per la verdura cruda.
  • La carne deve essere consumata sempre cotta. Sì a cotolette e roast beef, ma solo se la carne è ben cotta anche all’interno. Vietate le bistecche al sangue o il carpaccio. Vietato anche assaggiare carne cruda o semicruda mentre la si prepara per il pasto.
  • Come salumi, sono consentiti quelli cotti, come la mortadella e il prosciutto cotto. “No invece a prosciutto crudo, salame, bresaola, wurstel e speck, a meno che non li consumiamo cotti nelle pietanze” evidenzia Iren Cetin. “È vero che i prodotti industriali sono più sicuri di quelli artigianali, ma nel dubbio meglio non rischiare”.
  • Dopo aver maneggiato carne o verdure crude, è sempre buona regola lavare bene le mani con acqua e sapone.
  • Nessuno rischio toxoplasmosi se si consuma pesce crudo, come il sushi. Però in gravidanza è consigliabile evitarlo perché può contenere altri germi, come la salmonella.
  • Il giardinaggio non è vietato, ma occorre mettersi i guanti e lavare bene le mani al termine dei lavori, per evitare il contatto con un terreno che potrebbe essere stato contaminato da  feci di animali infetti.

 

7) Gatti sì o no? 3890802010_1f1272ab3e
Sono i primi contro i quali si punta il dito, ma in realtà è davvero difficile che un gatto domestico(sempre vissuto in casa e non precedentemente randagio) possa contrarre la toxoplasmosi e trasmetterla all’uomo. A meno che, naturalmente, non vada in giardino ed entri in contatto con terreno contaminato.

Il problema, comunque, è limitato alle feci e dunque alla lettiera: per una precauzione in più, è consigliabile farla pulire ad altri membri della famiglia oppure indossare i guanti e lavare le mani con sapone ed acqua corrente al termine delle operazioni di pulizia. “Va specificato tuttavia che le cisti del parassita si schiudono circa 2-3 giorni dopo la deposizione delle feci, a una temperatura ambientale di 24°C e ad alta umidità” afferma Cetin. “Dunque,  il rischio di contaminazione viene notevolmente ridotto se la lettiera viene pulita ogni giorno”.

(Fonti per questo articolo: nostrofiglio.it)

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Ikea e l’altra letterina di Natale

IKEA ci fa gli auguri di natale in maniera originale e commuovente! Ha infatti organizzato un esperimento: ha chiesto ad alcuni bambini di scrivere la letterina a Babbo Natale; subito dopo gli è stato chiesto di scrivere anche un’altra lettera, una lettera per i propri genitori, “Cosa chiedereste ai vostri genitori per questo Natale?”.

Dopo un primo momento di smarrimento e di indecisione, i bambini iniziano a scrivere con il cuore e quello che nasce vale proprio la pena di essere ascoltato. Il silenzio iniziale ha permesso loro di tirar fuori parole davvero emozionanti seppur nella loro semplicità. Ci fanno capire che il natale non è solo regali costosi e giganti, il regalo più grande che un bambino può ricevere è poter passare del tempo con i loro genitori, basta aprire il cuore, non ci sono scuse che tengano. Buona visione!

PS. “Los reyes magos” in realtà per gli Spagnoli sono l’equivalente della nostra epifania: i Re Magi, ma essendo lo spot natalizio Ikea ha voluto tradurre con Babbo Natale per meglio evocare lo spirito di questa lettera che per loro è molto importante e che rientra appieno nello spirito del Natale.

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Susanna Tamaro racconta la storia di un ragazzino che vuole abbattere la tecnologia…ci riuscirà?

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Bart (così viene chiamato in casa), ha dieci anni e vive in un mondo in cui la tecnologia governa la vita e la morte. I suoi genitori, superimpegnati nel lavoro, li vede per lo più in collegamento su un grande schermo, ma d’altronde non ne ha bisogno. Vive in una casa domotica dove quando la mattina suona la sveglia il letto si abbassa e lo scarica a terra accendendo le luci di bagno e cucina; mentre si prepara (quattro minuti per la doccia, due per i denti, quattro per i bisogni), il tostapane sputa fuori le sue fette tostate, il micronde la cioccolata calda e lo spremiagrumi il succo d’arancia. Fatta la colazione la mamma compare sul video e legge dal tablet il tracciato dei sensori di cuscino e delle lenzuola per capire come il figlio ha dormito. Prima che la notte cali ricomparirà sul video altre due volte, ma comunque il watchphone di Bart è sempre aperto per le comunicazioni urgenti.

Bart è il protagonista del nuovo libro per ragazzi, Salta Bart! (età di lettura: dai dieci anni) di Susanna Tamaro, in uscita oggi da Giunti. La scrittrice triestina affronta tutti i temi che le stanno a cuore incastonandoli in una favola futuristica dove un mondo omologato ha eliminato dalla vita qualunque tipo di imprevisto, gli affetti si riducono alla loro esternazione vocale come il mantra-saluto ailaviuailaviuailaviuailaviu che si scambiano madre e figlio nei loro collegamenti quotidiani. Bart è solo (anche l’orso di peluche che gli tiene compagnia gli viene sottratto come pericoloso ricettacolo di microbi e fonte di inutili distrazioni) senza mai essere solo. La sua vita costantemente osservata è scandita da impegni fissi che azzerano il tempo della libertà e della noia (dalle lezioni di tuffi a quelle di cinese), prevedibilità è la parola chiave, eppure tutto questo non basta a dargli sicurezza. Il bambino rimane un piccolo nerd pieno di paure e vittima dei bulli, progettato per esaudire tutti i desideri dei genitori, costretto a mentire per ritagliarsi minimi spazi di libertà, sperando che anche in casa sua non venga introdotto il temibile Pinok, sensore catturabugie che si aziona alla minima modifica del calore delle guance e ai millimetrici spostamenti in avanti del naso.

La prima parte del libro, quella in cui viene descritto l’habitat di Bart e la sua vita quotidiana è forse la più riuscita: Susanna Tamaro riesce a costruire un mondo coerente, ricco di dettagli curiosi e momenti buffi. La ripetizione di gesti sempre uguali, la quotidianità monotona della vita di Bart sono il prologo migliore alla seconda parte del libro che assume il classico andamento da avventura/formazione.
A turbare l’ordine prestabilito arrivano per Bart due incontri (in realtà collegati tra loro): il primo con uno strano vecchio cinese, Maestro Lu, che al parco lo salva dai bulli e poi gli regala un libro antico («i libri erano i tablet di una volta»). L’altro con una pollastrella di batteria, Zoe: Bart inciampa in una gabbia nel parco e la porta a casa senza sapere che cosa contenga (fino a quel momento per lui i polli sono solo petti o cosce sotto cellophane stivati nel freezer di casa). Per un po’ i due convivono riuscendo a evitare i sensori che rivelerebbero ai genitori una presenza estranea, ma quando mandano in tilt tutto il sistema di controllo e la casa viene circondata da polizia carabinieri ambulanze e pompieri si rifugiano letteralmente nelle pagine del libro, varco spazio-temporale che li conduce nel mondo della famiglia di conigli protagonisti. Si susseguono avventure e colpi di scena, la scoperta del Regno Eremita che, sempre più ridotto, resiste alla distruzione che avanza. Bart è il prescelto: toccherà a lui cercare di salvarlo, con l’aiuto di papà Coniglio e della gallina Zoe.
Susanna Tamaro declina in modo originale molti temi e plot classici della letteratura per ragazzi (e non solo, basti pensare all’occhio orwelliano del Grande Fratello). Ci sono la quest (la ricerca), il mondo parallelo, il travestimento, la lotta contro le forze del male, l’amicizia improbabile tra due esseri molto diversi, l’incantesimo malefico, passaggi segreti nel parco e pozioni magiche. Ma non rinuncia a parlare dei «suoi» temi: l’ecologia, la difesa degli animali, la necessità di rispettare il pianeta, la forza di resistere a una società che ci vuole tutti uguali e troppo spesso dimentica la bellezza della diversità e dell’imprevisto. Lo fa con leggerezza, senza lasciare che l’intento didascalico appesantisca una narrazione ricca di invenzioni e di piccole trovate brillanti. Vanno a braccetto con le belle illustrazioni in blu di Adriano Gon, che possano trasformarsi in un viaggio nella tenerezza o nella paura.