Intervista ad una mamma già “inserita”!

Sentiamo i consigli di una mamma che ha inserito il suo bambino lo scorso anno scolastico e cerchiamo di capire dalla sua esperienza cosa vuole dire per un genitore inserire un bimbo al nido.

Come ha vissuto l’esperienza dell’inserimento del suo bimbo al nido?

A posteriori posso dire che il tanto temuto inserimento di mio figlio al nido, lo scorso anno, è stata una gran bella esperienza. La prima volta che lo abbiamo aiutato ad inserirsi in un contesto sociale diverso da quello famigliare. Ci sembrava già grande!

Quali erano i timori dei primi giorni ?

La paura più grande che avevo era quella di perdere “il controllo” del mio bambino; fino ad allora tutte le decisioni le avevamo prese mio marito ed io, nel momento in cui cominciava a frequentare il nido saremmo ancora riusciti ad educare nostro figlio secondo i nostri principi, valori? E poi avevo una grande paura di perdermi i suoi momenti più belli: avrebbe cominciato a parlare, a gattonare, e poi camminare, a mangiare da solo, a giocare con i compagni… e io mi sarei persa tutto!

Se era preoccupata cosa l’ha rasserenata?

Mi sono rasserenata nel momento in cui ho cominciato ad avere fiducia nelle educatrici, mi hanno convinto! Le ho viste all’opera con gli altri bimbi, ho notato la delicatezza dei tratti, ma anche la fermezza. Mi sono resa conto che nel momento in cui andavo a prendere il mio bimbo mi raccontavano esattamente quello che era successo nella giornata.

Durante il periodo di inserimento al nido il suo bambino a casa come si comportava?

I primi giorni mi pare avesse un po’ di difficoltà ad addormentarsi, soprattutto al momento del pisolino del pomeriggio. Ed ha avuto qualche momento di attaccamento particolare a me, voleva sempre stare in braccio; inizialmente gli ho dato corda forse un po’ troppa, poi  pian piano siamo rientrati nelle modalità consuete. Grazie anche al fatto che io stavo superando le mie ansie.

Da cosa ha capito che ormai il suo bimbo era ben inserito?

Mi sono resa conto che Luca al mattino era sereno al momento del risveglio: usciva di casa e mi salutava. Quando andavo a prenderlo era felice di vedermi, ma non gli venivano i lacrimoni!

Avete  adottato delle “tattiche” che vi sono state d’aiuto e che volete suggerire ad altri genitori?

Ci è stato molto d’aiuto decidere che a portare il bimbo al nido al mattino fosse il papà e non la mamma. Senz’altro meno apprensivo di me, lasciava al nido più sereno nostro figlio che probabilmente percepiva questa tranquillità e la faceva sua.

Il fatto poi che fosse il papà ad uscire per primo con Luca ha favorita anche aspetti molto pratici: mentre il papà si preparava io vestivo mio figlio, e gli davo il latte e le coccole del mattino; una volta usciti entrambi un veloce riordino alla casa, poi mi preparavo io ed uscivo per andare al lavoro.

Quali consigli potrebbe dare ai genitori che si stanno approcciando a questo momento?

Accettate le vostre ansie! Da mamma, poi dico che condividerle con mio marito è servito tantissimo! Lui mi prendeva un po’ in giro… in maniera terapeutica!

Cosa è stato fatto bene dalle educatrici e in cosa avrebbero potuto migliorarsi?

Le educatrici ci hanno accolto e ascoltato molto bene. A posteriori potrei dire che quello che mi è mancato è stato il confronto con altri genitori che vedevo di sfuggita all’uscita; e la prima riunione l’abbiamo avuta solo a metà ottobre

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