L’inglese al nido: perché e come!

Quanto è importante ai giorni d’oggi sapere le lingue per muoversi nel mondo? Beh noi lavoriamo d’anticipo e iniziamo a immergere i nostri bimbi nei suoni dell’inglese per cercare di far sviluppare in loro il desiderio di conoscere la lingua e la capacità di affrontare lo studio delle lingue straniere.

Avrete già capito che il mese di ottobre sarà interamente dedicato all’inglese al nido!

I nostri bambini fanno tutti i giorni una lezione di inglese. Il metodo è di tipo “full immersion”: la maestra di inglese parla soltanto inglese coi bambini, anche se i bambini sanno che capisce l’italiano. Abbiamo deciso di non avere insegnanti madrelingua perché con gli anni abbiamo visto che i bambini sono più tranquilli e sereni all’idea di potere avere una relazione con questa figura, il fatto che lei parla in inglese e loro rispondono in italiano e vengono capiti rassicura molto e facilita la loro relazione.

Ovviamente mezz’ora a disposizione per una lingua straniera al giorno non è assolutamente sufficiente per produrre un bilinguismo, però vale la pena lo stesso farlo: i bambini ampliano il loro mondo sonoro e il loro mondo fonetico, infatti sono completamente in grado di riconoscere ed emettere suoni che non appartengono alla lingua italiana. Questo perché sono in pieno periodo sensitivo del linguaggio e dunque per loro imparare altri suoni è semplice; basta pensare a quanto è importante il TH in inglese se il suono si acquisisce da piccoli viene facilitato lo sviluppo della lingua per il futuro.

In asilo vengono toccati tanti ambiti: famiglia, corpo umano, vestiti, scuola, animali domestici, colori e altri ancora, e i bambini imparano sui 300-350 vocaboli.

Si da per conosciuta una lingua straniera quando si conoscono 700-750 vocaboli, parliamo ovviamente di una conoscenza di base infatti quello che non imparano all’asilo sono le strutture per poter emettere una frase. Bambini che emettano una frase ne abbiamo veramente pochi, però se la base è già buona sarà molto più facile imparare le strutture e continuare a studiare la lingua.

Quello che è positivo è che lo studio della lingua inglese verrà ripreso in prima primaria e l’impatto per loro non sarà spaventoso perché è una materia a loro famigliare. Inoltre hanno un vissuto gradevole che faciliterà il loro approccio a tale materia alla scuola elementare, infatti le maestre di inglese di bambini così piccoli, non essendo facilmente comprensibili dai bambini poiché parlano una lingua a loro sconosciuta, si aiutano a farsi capire utilizzando canzoni, balli, mimi, disegni, raccontando storie con i cartelloni e via dicendo, insomma tutte attività che i bambini trovano divertenti. Infatti fino all’anno scorso durante la lezione di inglese venivano raccontate le avventure di Emily and John e della loro famiglia. Dall’anno scorso invece durante le lezioni ci facciamo accompagnare dai Hocus e Lotus, due simpatici Dinocroc di cui parleremo nei prossimi post.

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