Lory: l’insegnante di inglese racconta come insegnare la lingua ai bambini

Sono un’educatrice ed animatrice musicale con esperienza ventennale, e da circa tre anni e mezzo lavoro per Happy Child. Ho più volte sperimentato l’insegnamento della lingua inglese ma in passato senza un metodo preciso e sebbene abbia comunque ottenuto qualche risultato tutto avveniva in modo piuttosto casuale.

In Happy Child negli anni scorsi ho applicato un metodo che si basava sulla vita di tutti i giorni di una famigliola e dei suoi bambini. Una canzoncina introduttiva e una bacchetta magica ci portava nel loro mondo e una filastrocca riportava alla situazione iniziale e congedava i bimbi dalla famigliola. Le storie erano raccontate con l’ausilio di alcune marionette e le parole nuove erano rappresentate da disegni ma anche qui il metodo non era preciso e molto era lasciato alla capacità e fantasia dell’insegnante.

Quando ho partecipato per la prima volta ad un incontro introduttivo alla formazione sul metodo di Hocus e Lotus ho avuto subito una diversa sensazione: nulla era lasciato al caso, tutto era previsto e sperimentato e quello che volutamente non lo era riguardava la personale interpretazione e creatività. L’esecuzione del format narrativo attraverso il teatro mimico mi è subito piaciuto, anche perchè ho già avuto esperienze di questo tipo con opere musicali “descrittive” come ad esempio ” Pierino e il lupo” di Prokofiev nelle quali i bambini interpretavano i vari personaggi dell’opera seguendo la musica e mimando gli avvenimenti. Nel caso di Hocus e Lotus non la musica ma le parole raccontano la storia che viene comunque mimata.

Quali erano le tue motivazioni e le tue aspettative prima di intraprendere questa esperienza?

Mi sono interessata al metodo di apprendimento delle lingue con le avventure di Hocus e Lotus inizialmente per provare un metodo nuovo, in generale mi piace sperimentare e mettermi alla prova con cose diverse. Quando poi ho scoperto che nel metodo era previsto cantare e quindi fare musica e usare la mimica per accompagnare il racconto come ho già spiegato precedentemente ho pensato di aver trovato una cosa che si collegava con le mie conoscenze ed esperienze.

Dopo il primo incontro ho riflettuto sull’apprendimento del linguaggio in generale, sul rapporto affettivo che sta alla base di tale apprendimento e sulle modalità con cui avviene non potendo fare a meno di collegare le varie fasi con quelle dell’apprendimento della musica secondo il metodo di E. Gordon, musicista, didatta della musica e ricercatore universitario famoso in tutto il mondo.

Le mie aspettative in generale all’inizio della formazione e dell’esperienza in classe erano soprattutto riuscire a farmi seguire dai bambini e farli partecipare in modo attivo all’esperienza. In un secondo tempo desideravo capire se veramente riuscivo a comunicare con loro efficacemente ed aspettavo con un po’ di ansia un riscontro non solo per quanto riguardava la ripetizione e condivisione dei gesti ma soprattutto l’uso di qualche parola in modo appropriato anche al di fuori del contesto del nido.

 Come si svolge la lezione di inglese all’interno del nido?

Lavoro per due nidi affiliati ad Happy Child, Via Mirabello e via Zuretti a Milano, e lo svolgimento delle attività è lo stesso nei due nidi: i bimbi si siedono in cerchio e io gioco un po’ con la maglietta; a questo proposito non ho potuto utilizzare le loro per una questione di tempo necessario per indossarle e perchè non tutti lo volevano fare. Infilo la maglietta e li saluto in inglese uno a uno, chiedo di darsi la mano per contare, di chiudere gli occhi e alla fine conto lasciando  il tempo per contare a loro volta. In questa fase è molto utile l’aiuto della collega che quasi sempre è con me durante l’attività perchè lei ripete i numeri e alcuni bimbi fanno altrettanto. A questo punto apriamo gli occhi e inizia il format. Alla fine dell’acting out in genere mi alzo in piedi (di solito sono in ginocchio) e anche i bimbi che sono così liberi di muoversi durante il mini musical.

Alcune volte racconto le storie mostrando i disegni, che restano veramente impressi nella loro memoria e li aiutano a capire meglio le varie situazioni. Una volta alla settimana guardiamo i cartoni animati: quello della nuova storia e a richiesta anche qualcuno dei precedenti. I bambini ovviamente sono particolarmente attratti dalla visione del cartone animato, anche qui però c’è stato un cambiamento: all’inizio erano assorbiti dalle immagini, poi hanno iniziato a ripetere le parole e a cantare.

L’attività termina sedendoci nuovamente in cerchio, chiudendo gli occhi e contando alla rovescia, anche se questo gli riesce più difficile. Mi tolgo la maglietta e torno ad essere la solita “Lory”.

Devo ammettere di essere molto fortunata perchè in entrambi i nidi lavoro con colleghe molto disponibili che mi hanno anche aiutato molto durante l’anno, capiscono l’importanza del corretto svolgimento dell’attività cui partecipano e sono sicura si divertano anche molto.

I bambini come hanno reagito a questo progetto?

La reazione dei bambini la prima volta mi è parsa un po’ di perplessità, nel senso che ovviamente per loro era difficile capire cosa stessi raccontando e credo che, a parte la mimica e il verso riguardante i vari animali che comunque conoscevano, in realtà avessero capito ben poco. Con il passare del tempo, la ripetizione della storia, l’ausilio del mini musical e dei disegni, che abbiamo riportato su fogli grandi e colorati, ed anche la visione del cartone animato, tutto è diventato chiaro e per ogni nuova storia c’è voluto sempre meno tempo da parte loro per comprenderne il significato, sicuramente perchè nel frattempo sono cresciuti ma anche perchè hanno acquisito familiarità con il mondo e i personaggi delle storie.

I primi tempi i bimbi più piccoli e più tranquilli hanno “trattenuto” gli altri, poi è successo il contrario cioè i più grandi hanno” trascinato” i piccoli,  però penso che questi ultimi alla fine abbiano appreso molte cose per imitazione appunto dei grandi.

E i genitori?

I genitori di entrambi i nidi erano molto interessati al progetto e le motivazioni per cui era stato scelto sono stati illustrati durante una riunione che si è svolta dopo gli inserimenti, i genitori hanno quindi capito l’importanza di questo diverso approccio con la lingua straniera e penso si siano subito resi conto della differenza rispetto ad altri metodi anche per il fatto che era possibile utilizzare a casa del materiale.

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