I periodi sensitivi

Nel post precedente vi abbiamo parlato di educazione tempestiva e di come essa si basi sulle scoperte di alcuni studi sullo sviluppo cerebrale infantile che spiegano che durante le fasi dello sviluppo cerebrale, ogni bambino attraversa alcuni “periodi speciali”, i cosiddetti periodi sensitivi, in cui è particolarmente ricettivo e sensibile a determinati stimoli ed è per questo portato ad apprendere in modo naturale e senza sforzo.

Ma cosa sono questi periodi sensitivi?

Con il post di oggi cerchiamo di chiarire ogni dubbio a riguardo!

Il periodo sensitivo è un momento temporale in cui il bambino in età evolutiva è particolarmente capace di acquisire un’abilità; per cui se viene offerto lo stimolo adatto a  sviluppare tale abilità, il bambino risponderà positivamente e imparerà senza particolari sforzi a eseguire tale capacità.

Per esempio un bambino tra i 6 e i 18 mesi è nel periodo sensitivo del camminare il che vuole dire che se si fornisce lo stimolo minimo (nel caso del bambino che deve camminare è smettere di legarlo al seggiolino quando ci si accorge che prova ad alzarsi in piedi, ma lo si mette in posti in cui il bambino è più libero) il bambino da solo comincia a fare tutta una serie di esercizi per staccarsi e iniziare a muovere i piedini, proprio perché è nel momento sensitivo al camminare.

I periodi sensitivi sono tantissimi e molto diversi tra loro, hanno durata differente e spesso si sovrappongono. Il momento fondamentale dei periodi sensitivi è tra gli 0 e i 10 anni di età, poi ce ne sono altri ma più rari (per esempio il periodo sensitivo per la politica è tra i 16 e 18 anni).

Proponiamo questa tabella in cui vengono illustrate le principali potenzialità da sviluppare in età da nido, e i rispettivi periodo sensitivi.

 

Se il genitore e l’educatore conoscono tali periodi sensitivi, riusciranno a creare l’atmosfera più adatta affinché il bambino sia stimolato in modo adeguato al periodo sensitivo in cui si “trova”, tenendo conto che, come per ogni ambito della vita, non va bene né il troppo né il troppo poco.

Ovviamente dobbiamo ricordarci che tali periodi sono indicativi: ogni bambino ha una velocità di apprendimento diversa e dunque anche l’età che caratterizza il periodo sensitivi può essere diversa di bambino in bambino; può essere che il nostro è un bambino coraggiosissimo e come capisce che sta camminando si stacca e va avanti, come può essere che invece sia un bambino più “fifone” e che deve essere stimolato ancora di più per poter staccarsi dalla mano del genitore. Il mancato “arrivo” di un periodo sensoriale quando il genitore se lo aspetta non è indice di problema, è semplicemente un dato che ci ricorda che ognuno ha i suoi tempi di reazione, di sviluppo!

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