La musica che fa crescere e l’inglese facile da imparare

@ariafotografica

Alla musica si attribuiscono molti effetti positivi: è piacevole, emozionante, rilassante, aiuta la concentrazione.  Ma recenti studi di neurofisiologia dicono qualcosa di più interessante: l’ascolto di un brano musicale agisce su molte aree del cervello, migliorandone le capacità cognitive. Anche dei bambini più piccoli.

bambini hanno inoltre una predisposizione innata alla musica, come se il loro cervello fosse biologicamente programmato per apprezzarla. Proprio i bambini piccolissimi sono in grado di analizzare i suoni come se avessero il cosiddetto “orecchio assoluto”, la capacità di distinguere e riconoscere le singole note. Crescendo tale facoltà viene persa e solo alcuni musicisti particolarmente dotati la possiedono in età adulta.

La musica è un elemento presente fin da subito nella vita di un bambino, infatti, alcuni medici, consigliano alle mamme in gravidanza di far ascoltare musica al bambino dentro la pancia perché il piccolo reagisce alla musica in termini di risveglio, aumentando la frequenza cardiaca e il ritmo della respirazione, mentre l’effetto benefico nei confronti della futura mamma consiste in una generale sensazione di benessere collegata alla produzione di endorfine e al rilassamento muscolare.

Inoltre, se ci fate caso, appena il bimbo impara ad afferrare gli oggetti inizia a fare “musica” con qualsiasi cosa gli capiti sotto mano e quando è un po’ più grande reagisce ballando e cantando (a suo modo, ovvio) se gli facciamo ascoltare una canzoncina o un motivetto allegro.

I primi 6 anni di vita sono il periodo in cui le potenzialità ricettive che consentono l’apprezzamento e la riproduzione dei suoni sono al loro culmine (proprio come quelle del linguaggio, delle emozioni e delle competenze motorie), perciò è in questo momento che la musica può essere particolarmente utile per la formazione dell’individuo. Proprio per questo oltre a proporre giochi musicali, canti, filastrocche movimenti associati al suono, suoni con vari strumenti, all’interno dell’asilo nido viene proposta l’audizione musicale, cioè l’ascolto attento e partecipato di alcuni brani scelti di musica classica, lirica e polifonica.
Tale attività viene proposta quotidianamente, di solito dopo la visione dei bits, e dura mediamente dai 3 ai 5 minuti. I bambini si siedono o si sdraiano su una superficie morbida e comoda, e in silenzio ascoltano un brano musicale. Questo brano viene riproposto per tutta la settimana ed è anticipato da una presentazione semplice in cui viene spiegato l’autore e il titolo:
“Antonio Vivaldi, Le quattro stagioni, Concerto in Fa Maggiore, L’Autunno, Adagio. “
Dopo i BITS, la NEUROMOTRICITA‘ e l’AUDIZIONE MUSICALE, è l’INGLESE la quarta attività che caratterizza il nostro progetto pedagogico.
Ci sono numerosi aspetti positivi nel proporre l’avvicinamento dei bambini ad una lingua straniera nel periodo prescolare, primo fra tutti sicuramente il fatto che un bambino in età compresa tra 1 e 6 anni è capace di imparare una lingua con molti meno sforzi di un adulto, o semplicemente di un bambino sopra i 6 anni. Basti pensare con che facilità imparano la lingua madre. I bambini in età prescolare sono nel periodo sensitivo del linguaggio e per loro è facile come giocare imparare una lingua.
Ci sarebbero altri mille motivi ma vi rimandiamo ai post usciti il mese scorso, interamente dedicati all’inglese, per ulteriori informazioni a riguardo!
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