Le domande che più spesso i genitori ci rivolgono…

question mark in the sky

 Abbiamo raccolto una serie di domande che più spesso i genitori ci rivolgono, riteniamo che sia importante condividerle con voi così da aiutarvi a vivere bene e consapevolmente questo delicato momento di scelta.

Nel post di sabato invece vi segnaleremo quali sono, a nostro avviso, le domande che invece pochi genitori rivolgono ai nidi che invece riteniamo molto importanti!

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Per le attività in inglese avete un’educatrice madrelingua?

Non sempre l’educatrice che svolge attività in lingua inglese è madrelingua, ma è sempre una brava educatrice che si è specializzata nell’insegnamento della lingua inglese al nido e che segue un piano di formazione costante su questo aspetto educativo. Con gli anni abbiamo notato che i bambini sono più tranquilli e sereni all’idea di potere avere una relazione con l’educatrice nei momenti svolti in lingua inglese: sapere che l’educa

trice consce sia l’inglese che l’italiano rassicura molto il bambino che non si inibisce e “si butta” più facilmente a parlare inglese, prova a ripetere le paroline proposte sapendo che comunque verrà capito.

Come addormentate i bambini?

La nanna al nido è un momento ricco di significati affettivi profondi. Non è un caso che al nido costituisca l’ultima fase dell’inserimento, la più delicata perché richiede al bambino di abbandonarsi al di fuori del suo ambiente abituale, senza la presenza rassicurante dei genitori. Richiede, innanzitutto, che educatrice e bambino si conoscano e che instaurino una relazione di fiducia e di affetto reciproco. Ciò si realizza anche e soprattutto con la collaborazione e il sostegno dei genitori. 
Particolarmente importante è il tempo che precede il sonno. Esso è caratterizzato da veri e propri rituali, si tratta di gesti e di parole ripetuti sempre uguali, che rassicurano il bambino e gli permettono di immaginare cosa viene dopo. 
Eccome come facciamo:

  • dopo le molteplici esperienze ricche di stimoli vissuti al mattino, ci si dedica ad attività più tranquille e rilassanti (bambole, peluche e lettura dei libretti), per preparasi meglio all’imminente riposo;
  • prima di tutto si va a cambiare il pannolino e si tolgono le scarpine;

poi ognuno nel proprio lettino, dove ci saranno, come sempre, la copertina di mamma e papà e il proprio peluche preferito; un po’ di musica per rilassarsi e tante coccole per abbandonarsi dolcement

e tra “le braccia di Morfeo”… buon riposo bambini!

Il mio bimbo a casa non mangia, voi come farete?

I bambini imparano a mangiare tutto se accompagnati a farlo senza patemi o forzature ma soprattutto se vedono che nel loro piatto c’è quello che stanno mangiano anche gli altri bambino. Durante l’ambientamento è diverso, ci sono alcuni bambini che fanno fatica a mangiare al nido perché non c’è la mamma, ma poi diventa un gesto naturale, diventa una routine.

La differenza con la casa è che al nido, l’educatrice è al tavolo con 8 bambini e anche volendo non potrebbe imboccare tutti, quindi le regole sono solo 2 ma si mettono in pratica dal primo giorno: si sta seduti a tavola e si assaggia quello che c’è nel piatto… tempo un mese ed i bambini mangiano tutto.I bambini hanno l

a possibilità di scegliere cosa fare, ma senza forzature, sono più sereni e possono decidere cosa vogliono. Al nido c’è sempre un menù completo di ogni nutrimento, che serve ai bambini, quindi non c’è da preoccuparsi se una volta non finiscono

la pasta, o la carne, i bambini mangeranno di più a merenda.

Un altro punto importante è: lasciare che mangino da soli! 
Capita di vedere anche al ristorante, bambini che vengono imboccati e che hanno quasi 5 anni.
I bambini devono vivere il momento del pranzo provando tutto, all’inizio mangiano con le mani, verso i 18 mesi usano il cucchiaio, ma se fanno fatica si aiutano con la mano libera, successivamente iniziano ad usare la forchetta, ma anche qui, è inutile forzarli, si ottengono migliori risultati lasciando il tempo necessario per sperimentare, le forzature sono sempre negative. Ogni bambino è diverso e ha i suoi tempi, non preoccupatevi se ci mette qualche mese in più a imparare a mangiare senza l’aiuto delle manine. Soprattuto tenete a mente che: i bambini quando mangiano si sporcano, eccome! 
Nei primi tempi sarà tutto da cambiare, ma che soddisfazione gli leggerete negli occhi quando sarà finalmente riuscito a finire di mangiare da solo.

Ci sono attività specifiche per i lattanti?

Le attività che proponiamo servono per affermare l’individualità, interagire e giocare, conoscere ed interiorizzare le regole.
Al nido il bambino impara a conoscere il mondo e a costruire le relazioni con altre persone che non siano solo i genitori, ma anche altri adulti e coetanei. Il bambino a quest’età si guarda intorno, esplora, maneggia, vuole capire e conquistare gli spazi, ha fretta di stare in piedi, è attivo e in cerca di conferme.Noi educatrici stiamo col bambino, cerchiamo di insegnargli le regole di convivenza fondamentali, ma ascoltiamo anche le sue esigenze affinchè possa raggiungere un benessere sia sul piano affettivo che su quello dell’autonomia persona. Senza dimenticare che i bimbi più piccoli imparano tantissimo dall’osservazione dei bambini più grandicelli.

Come vi comportate in caso di bambini che piangono?

Questa è una domanda interessante al di la della risposta specifica perché capire i metodi di gestione delle criticità ci può dare una misura della preparazione delle educatrici.

Per le educatrici di asilo nido, la conoscenza del fenomeno pianto dei bambini è d’estrema importanza. Infatti, il pianto rappresenta la prima (e per alcuni mesi la principale!) forma di comunicazione a distanza dei bambini, ed è sempre un segnale che richiede il pronto intervento delle educatrici. Il pianto e le risposte ad esso sono una particolare forma di comunicazione sviluppata dal bambino e dai suoi genitori già dalle prime settimane di vita. All’arrivo dei bambini negli asili nido, le educatrici si trovano alle prese con questo sistema di comunicazione già complesso e “ben collaudato” dai bambini.

La prima tappa sarà quella di interpretare il pianto, poi una volta

identificata la causa, malessere, stanchezza, rabbia si cercherà di rimuovere la causa o darne ragione ( se piange perché vuole il gioco che ha il compagno) e di consolare con affetto.

Se un bimbo non si sente bene ci avvisate?

Siamo tenuti ad avvisare i genitori ogni volta c

he il bimbo ha la febbre (38,5°), ha scariche di diarrea, o episodi di vomito. Per prudenza avvisiamo i genitori anche quando ci pare che il bimbo non sia in forma, o a qualche sintomo che a nostro parere va tenuto sotto controllo, in questo modo diamo ai genitori anche la possibilità di prendere per tempo appuntamento con il pediatra di riferimento o di organizzare le attività dopo il nido in maniera adatta allo stato di salute del bimbo.

E se non avessi un imprevisto e non dovessi arrivare in tempo a prendere il mio bimbo?

E’ previsto che i genitori possano delegare un parente o un conoscente attraverso apposito foglio di delega che riporta i dati anagrafici della persona delegata ed è firmato da entrambi i genitori. Se la situazione non permettesse alla persona delegata di arrivare in tempo, il bimbo rimarrà al nido fino all’arrivo del genitore.

I bimbi non vengono mai riconsegnati a persone sconosciute.

I bambini vengono cambiati secondo la necessità anche fuori dai momenti di routine?

I bambini vengono cambiati ogni volta che ce ne è bisogno.

 

 

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