Mamma ho paura!

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Tutti i genitori prima ho poi si domandano “E se il mio piccolo ha paura? Cosa devo fare? Quando capisco se ha paura o è solo un capriccio?”

Sicuramente l’asilo è un luogo in cui le  paure più comuni vengono superate guardando l’esempio dei compagni: ho paura di fare la pipì nel water però tutti i miei compagni ce la fanno, magari ci provo anche io!

Vi proponiamo oggi due articoli, diversa fonte e modo di vedere la paura: il primo è tratto da un blog di una mamma che vi aiuterà a sconfiggere la paura dei mostri del buio (paura molto diffusa tra i bambini!); l’altro quello di una Psicologa dell’età evolutiva che tratta di paura in termini più scientifici e si concentra sulla paura nei confronti degli animali, paura che spesso traumatizza e blocca il bambino.

Beh oggi cercheremo di aiutarvi a trovare risposte a queste e altre domande inerenti. Siamo ovviamente felici se qualche genitore avrà voglia di commentare aggiungendo consigli pratici e piccoli suggerimenti per tutti gli altri genitori che leggono il blog.

Buona lettura!

“Pochi giorni fa chiacchieravo con le mamme di Gemelli in Famiglia, il nuovo Forum gemellato con quello di Mammafelice, e si discuteva dei modi in cui far passare la paura del buio e dei mostri ai bambini.

Ci chiedevamo: è normale?
Beh, sì, dai, è normale! Se penso che alle elementari ero riuscita a non dormire a causa del vecchissimo film di King Kong… :lol:

 

Ho trovato una bella risposta della Dott.ssa Paola Marchionne su mammaepapà.it: lei è psicopedagogista della redazione di Educare.it:

Le paure fanno parte del mondo dei bambini come altre caratteristiche della personalità e della mentalità infantili: ad esempio, tipiche del bambino in età prescolare sono le forme di pensiero animistico (tutto è vero ed ha una vita) e magico (tutto è veramente possibile e credibile).

Questo mi ha fatto ricordare quanto io davvero fossi ‘animista’ (e lo sono ancora) e quanto mi tenessero compagnia alcuni oggetti che avevo, nella mia mente, antropomorfizzato. Ad esempio la lucina notturna accanto al mio letto: con quel suo nasone verde e i due occhietti piccoli della presa elettrica sovrastante. O il piccolo adesivo accanto al mio letto…
Ed erano tutte figure ‘buone’, che mi aiutavano a superare le paure notturne e anche i momenti difficili, perchè era come se in loro io avessi trasposto la fiducia in me stessa e il mio coraggio, e di rimbalzo potessi riacquistarli solo guardandoli.

Nei mostri e nel buio i bimbi catalizzano e concentrano tutte le loro paure, di essere aggrediti e non potere essere all’altezza, il bisogno di essere protetti e riconfermati dall’affetto dei grandi, ma anche di sentirsi forti e invincibili, e anche abbastanza… cattivi! Perciò in realtà le paure hanno un ruolo positivo. Tutto sta ad elaborarle e riuscire a tradurle in un modo di essere e in uno stile di azione rispetto ai pericoli.

Amore, rassicurazione, presenza, serenità… In fondo non sembra così difficile fare la mamma, perchè alla fin dei conti, si deve agire sempre per amore e con amore, rassicurando, spiegando e anche ‘liberando’ i bambini, rendendoli autonomi, forti, fiduciosi in se stessi.
Certo, però, che questo significa che non dobbiamo cedere alla ‘facilità’ con cui le nostre nonne ottenevano la nostra ubbidienza instillandoci paure terribili. Quindi, per prima cosa, al bando tutte quelle idiozie del tipo:
– se non mangi arriva l’uomo nero
– se non dormi arriva l’orco
– se non ubbidisci ti porta via il lupo…
Ma che cavolate!
L’educazione deve essere sempre in positivo, e mai in negativo!
Perchè quando si fa paura ad un bambino per ottenere un suo comportamento positivo, lo si disorienta, lo si spaventa, e soprattutto non lo si ‘educa’, perchè imparerà ad ubbidire per paura, e non perchè avrà introiettato il concetto di bene/male e giusto/sbagliato.
Meglio proporre sempre degli eroi positivi, dunque, e anche favole in cui questi eroi sconfiggono i cattivi grazie alle loro doti di bontà e gentilezza.

Ma se la paura del buio e dei mostri comunque arriva?

Allora basta aggirarle con qualche trucco che in modo indiretto metta a nudo la paura e aiuti il bambino a combatterla, a sentirsi forte e invicibile nei confronti di essa.

Ecco allora le prime mosse da fare:
– rassicurare i bambini, dicendo loro che i mostri non verranno nella loro stanzetta;
– rassicurarli sul fatto che il buio non trasforma gli oggetti, i quali non possono ‘animarsi’ a nostro discapito;
– lasciare la porta della cameretta aperta;
– mettere una lucina notturna accanto al lettino;
– mettere nel lettino un pupazzetto amato dal bambino, oppure una nostra sciarpa, o maglia o indumento su cui sia presente il nostro ‘odore’.

E se non basta? Allora si può scongiurare la paura del buio e dei mostri, inventando dei giochi che esorcizzino tali paure.

Trasformiamoci in super-esploratori!

I super-esploratori non hanno paura del buio. I super-esploratori combattono tutti i mostri e vincono sempre, perchè rappresentano il Bene.
E poi hanno i loro trucchi segreti per vincere contro il male!

Il kit del super-esploratore prevede:
– una borsetta da indossare a tracolla, in cui mamma e papà hanno scritto la sacra pergamenacontenente la formula magica che allontana i mostri e fa passare la paura del buio;
– uno spray anti-mostri, ottenuto miscelando qualche goccia di olio essenziale d’arancio in uno spruzzino contenente acqua (vanno benissimo quei mini spruzzatori usati per mettere il profumo), con la sua etichetta originale;
– un cappello da super-esploratore, che può essere un semplice cappellino con visiera a cui viene attaccata una piccola torcia, oppure su cui viene attaccata l’etichetta dell’invincibilità;
– una torcia elettrica, a cui attaccare l’etichetta ‘fotoni portatili anti oscurità‘, che è quella che garantisce che tutti i mostri nascosti dentro il buio, una volta illuminati dal potente fascio di luce, verranno polverizzati all’istante;
– la pozione del super-esploratore, che consiste in un biberon o bottiglietta con la speciale etichetta ‘pozione rafforzante per giovani con super poteri‘, che va bevuta prima di percorrere il corridoio buio (e che consiste in una bella camomilla o tisana al finocchio).

Se non basta…

Esorcizziamo la paura creando un mostrillo di pannolenci che rappresenti una forza del Bene e della luce contro i mostri e il buio. Si può creare con le istruzioni presenti su Mammafelice, oppure dando un’occhiata a questi link utili:

– Mostrilli da stampare e assemblare, su Ziggity Zoom;
– Un mostrillo dalla faccia buonissima, su Craft Juice;
– I mostrilli di Juicy Bits.”

Trovate il blog di riferimento a questo link.

Qui sotto invece l’articolo della dottoressa Zucca.

“Durante la prima infanzia, l’essere umano reagisce con l’istinto a stimoli che portano al sopraggiungere della paura;con la crescita si è più preparati e si reagisce con maggiore razionalità.

Il neonato ha delle paure innate dell’ignoto, che si possono contenere tenendo il bambino in braccio e parlandogli dolcemente per tranquillizzarlo; poi subentrano le paure che riguardano fondamentalmente gli sconosciuti e la separazione dalla mamma; in ultimo, tra uno e tre anni, subentrano le paure conseguenti alle nuove scoperte perché alcune di esse destano preoccupazioni: la paura degli animali, in questa fase, può superarsi osservando le tranquille reazioni degli altri e, in genere, sparisce naturalmente.
Nella preadolescenza, i ragazzi possono aver paura degli insetti come degli animali esotici (in quanto esseri su cui non può aversi un controllo) anche se, magari, non mostrano paura verso un cane di grande taglia e questa si può superare con la conoscenza delle loro abitudini di specie e della loro etologia a meno che tale paura non ne nasconda altre più profonde.
Quando la paura non sparisce naturalmente, si può aiutare il bambino/ragazzo facendo particolare attenzione a non incutere timori, a non trasmettere la propria ansia, a non parlare di paure davanti a lui, a non proteggerlo eccessivamente perché tale atteggiamento rafforza il vissuto negativo, a dargli un esempio positivo di fronte all’”oggetto” della paura, a fargli superare la paura in step avvicinandolo gradualmente all’oggetto.
Se la paura persiste, ci sono metodi dolci da prendere in considerazione come la pet therapy che, parte dalla conoscenza dell’animale oggetto di paura senza la sua presenza fino, gradualmente, ad arrivare a toccarlo e ad interagire con lui.
E’ importante ricordare, comunque, che la maggioranza delle paure infantili sono meno fissate rispetto a quelle degli adulti e quindi in grado di regredire con più facilità.
Dott.ssa Micaela Zucca
Psicologa dell’età evolutiva – Roma
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