Arriva, speriamo, la primavera, e porta con sé le allergie! Come fare?

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Con la primavera tornano le passeggiate sui prati, i picnic, i gelati da gustare all’aperto. Una gioia soprattutto per i bambini, ma molti di loro vivranno queste giornate di spensieratezza subendo i fastidi delle allergie che si fanno sentire di più proprio con la bella stagione. Purtroppo, infatti, il numero dei bambini allergici è raddoppiato negli ultimi dieci anni ed oggi sono oltre due milioni di under 14 che soffrono di una o più malattie allergiche. Tra queste le più importanti sono la rinite, la congiuntivite e l’asma con sensibilizzazione ai pollini di erbe, alla polvere della casa e ai derivati epidermici degli animali domestici e le allergie alimentari: latte, uova, frutta, noci e nocciole le più frequenti.

Abbiamo trovato su un interessante sito del Gruppo Espresso queste indicazioni semplici e chiare per proteggere i vostri bambini allergici. Una lezioni di allergia, per evitare spiacevoli complicazioni quando i pollini sono al culmine!

1 – Le cause
Alla base delle allergie vi è una predisposizione genetica che poi si manifesta se si viene ripetutamente esposti a un allergene “critico”: fino a qualche tempo fa, ad esempio, erano praticamente sconosciute le allergie ad alcune piante come l’ambrosia e il cipresso e ad alcuni alimenti di recente importazione. Oggi numerosi elementi concorrono ad aumentare l’incidenza di allergie: il fumo di sigaretta dei genitori e soprattutto della madre è uno dei principali responsabili, visto che le donne ormai fumano tanto quanto gli uomini se non di più; altrettanto pericoloso lo smog cittadino, secondo numerosissime ricerche in grado di accrescere la probabilità di allergie nei bambini”.

2 – I fattori di rischio
I pollini la fanno da padroni e assieme agli acari della polvere sono responsabili della maggioranza delle manifestazioni allergiche nell’infanzia: graminacee, parietaria ma anche cipresso e olivo sono piante sempre più “pericolose” per i bambini, che purtroppo sono spesso allergici anche ai cibi. In età pediatrica, infatti, le allergie alimentari sono molto più comuni che in età adulta, quando in molti casi tendono a scomparire; latte, uova, noci e arachidi sono le allergie più frequenti e spesso l’ipersensibilità a questi cibi segna l’inizio dell’evoluzione verso altre malattie allergiche quali la rinite e l’asma.

3 – Troppa igiene
Gli esperti considerano l’allergia come un’epidemia del benessere a causa di un eccesso di igiene. La maggior attenzione all’igiene e alla pulizia ha ridotto la comparsa delle infezioni. Di conseguenza, il sistema immunitario si attiva contro sostanze innocue.

4 – I nuovi allergeni
Stagione dopo stagione, sul banco degli imputati salgono sempre nuovi pollini e specie vegetali. È il caso di alberi cosiddetti a fioritura precoce, come la betulla e il nocciolo, ma anche di altre piante, magari considerate insospettabili,come il cipresso o l’ambrosia. Tra i nuovi allergeni anche il kiwi e in generale i frutti tropicali.

5 – Il ruolo del pediatra
Quando si sospetta un’allergia in un bambino è molto importante affidarsi a un pediatra esperto nella cura delle malattie allergiche. Per la diagnosi non bisogna sottovalutare sintomi come la tosse, il raffreddore, il naso chiuso e i disturbi simil-influenzali che si susseguono a distanza ravvicinata. L’obiettivo delle scuole di specializzazione della Fimp è proprio quello di far sì che anche i pediatri, prima degli allergologi, possano diagnosticare correttamente un’allergia. Tra i nuovi strumenti diagnostici a disposizione dei pediatri, c’è la citologia nasale che analizza il muco nasale per verificare se ci sono eosinofili, e l’esame dell’ossido nitrico che ci dice il livello di infiammazione.

6 – La diagnosi
L’iter diagnostico non è diverso da quello degli adulti, si fanno test cutanei come il prick test o test per puntura in cui l’allergene è messo a contatto della cute che viene poi punta con una lancetta piccolissima e indolore. In alcuni casi si può ricorrere al laboratorio con il dosaggio degli anticorpi dell’allergia o RAST.

7 – Evitare il fai da te
E’ importante evitare qualunque forma di fai da te o di ricorso a test non validati scientificamente come i test per le intolleranze, perché i risultati non sono affidabili e possono ritardare un diagnosi o portare a eliminare cibi senza che ve ne sia un reale bisogno, con il rischio di provocare carenze o alterazioni nutrizionali gravi per un organismo in crescita.

8 – La prevenzione.
Non fumare, allattare i bambini al seno almeno fino a sei mesi, una alimentazione corretta della madre e la riduzione dell’esposizione all’inquinamento sono le regole fondamentali. Uno strumento efficace nel controllo dei sintomi delle malattie allergiche respiratorie è rappresentato dalla immunoterapia specifica, meglio nota come “vaccino” per l’allergia, Questa terapia, sicura ed efficace, se prescritta da personale qualificato, è in grado di correggere la risposta del sistema immunitario. Una gestione corretta delle malattie allergiche respiratorie prevede oltre alla cura dei sintomi con i farmaci e ai vaccini, anche una adeguata profilasi ambientale, soprattutto negli allergici agli acari. Per le allergie alimentari l’unico modo per stare bene, una volta avuta la diagnosi, è evitare di esporsi all’alimento incriminato.

9 – In gravidanza. La prevenzione va iniziata sin dalla gravidanza rispettando alcune regole: smettere di fumare, contenere se possibile l’esposizione all’inquinamento ambientale, utilizzare solo se prescritti alcuni farmaci (per esempio, antiacidi, paracetamolo, antibiotici), evitare le situazioni di stress, evitare di esporre i neonati al fumo passivo,
favorire l’allattamento al seno per almeno sei mesi.

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