Mamme e papà al parchetto, strategie divertenti!

Un divertente post che vi aiuterà a…districarvi tra i genitori del parco!!

Preso da un divertentissimo sito che vi consigliamo di visitare! http://www.raccontidicasa.net

“Affrontare le mamme del parco? Affrontare in che senso?” Se ti poni queste domande le ipotesi sono tre: appartieni alla casta privilegiata di quelle donne che al parco si divertono, si rilassano, stringono amicizia perché incontrano solo gente fantastica, non devono rincorrere continuamente pupi ansiosi di evadere dal cancelletto per lanciarsi sotto le ruote del primo TIR di passaggio; hai partorito da cinque giorni e non hai ancora messo piede in un parco; hai partorito da cinque anni e al parco non ci vai perché sei allergica a qualsiasi entità riesca a compiere una fotosintesi clorofilliana.

Allergiche ai parchi si può nascere, come nel terzo caso, oppure ci puoi diventare come nel quarto.
Il quarto non c’è nell’elenco? Che sbadata, eccolo qui:

Non sai tradurre in percentili il peso e l’altezza dei tuoi figli, non ti sconvolge che si rotolino nel fango, non riesci a sfornare tutti i giorni la torta di mele, non sei schiava delle regole, non svieni al primo colpo di tosse dei pargoli e disponi di marmocchi normali che camminano intorno al primo anno di vita, parlano attorno ai due e a tre hanno ancora (ancora per chi?) il ciuccio in bocca. Oltre a ciò, soffri di pericolosi cali di autostima e non riesci a fregartene del giudizio della gente. Ecco, a questo punto evita di andare al parco oppure prova ad adottare qualcuna di queste bislacche strategie:

La tecnica della bambolina hawaiana

Consiste nell’estraniarsi totalmente dalla conversazione generale elargendo larghi sorrisi di circostanza. Fondamentale è annuire con la testa a cadenza più o meno ritmata senza partecipare attivamente alla faida sui vari metodi di svezzamento. Sconsigliato indossare una collana di fiori e un gonnellino di paglia, soprattutto se è febbraio: il rischio di scoprire le carte sarebbe altissimo.

La bufala in Rete

Se l’accusa più frequente che ti viene rivolta è quella di coprire troppo (o troppo poco) i tuoi figli, inventa di sana pianta la figura autorevole di un pediatra specializzato in scienza della termoregolazione bambinesca che ti ha indicato la giusta via con i suoi illuminanti articoli online. Le mamme del parco impazziranno per rintracciare un sito inesistente mentre tu te la riderai alle loro spalle. Dopo, però, cambia giardinetto. Se necessario, cambia anche Pianeta.

Il sarcasmo

Se hai un neonato che piange spesso, il modo più corretto per reagire a quanti ti sfianchino più del pupo piagnone con l’inevitabile domanda: “Ma che cos’ha ‘sto bambino?”, prendilo in braccio, fissalo negli occhi e chiedigli con tono apprensivo: “Amore di mamma, spiegalo tu alla signora che cos’hai”.
A quella che vuole per forza importi il suo pediatra, visto che tuo figlio è sicuramente malato e tu non ti preoccupi a sufficienza, rispondi che, dopo quindici anni di E.R., sai esattamente come eseguire una tracheotomia d’emergenza con una forbicina e una cannuccia. A chi si scandalizza perché il tuo giovanotto di tre anni beve ancora dal biberon, precisa che quella che sta succhiando avidamente non è acqua, ma vodka.

Il contrattacco

Come difendersi dalla mamma del figlio fenomenale? Sparando balle più poderose delle sue, ecco come. Il suo ha camminato a otto mesi? Il tuo l’ha fatto a cinque. Ha messo i dentini a quattro mesi? Il tuo ne aveva già sei appena nato. Ha tolto il pannolino a due anni? Il tuo non lo ha mai usato: inforcava il girello, anche di notte, si sedeva sul water senza riduttore, tirava lo sciacquone e poi si faceva pure il bidet da solo. Sostanziale mentire su abilità sulle quali sia impossibile effettuare un riscontro immediato. Difficile far credere a qualcuno che tua figlia abbia pronunciato la sua prima parola a sei mesi quando oggi, che ha quasi tre anni, riesce a malapena a scandire il suo nome correttamente. E si chiama Lia.

Questi sono semplicemente degli spunti, se ne hai altri da suggerire accomodati pure. Se non ne hai, evidentemente sei una mamma del parco.

– See more at: http://raccontidicasa.it/famiglie-moderne/strategie-per-affrontare-le-mamme-del-parco/#sthash.AgoEIXcS.dpuf

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