Le letterina di Natale è anche un modo per crescere…e qualcuno vuole abolirla!!

Letter to Santa

La letterina di Babbo Natale, un classico di questo periodo. Ci sono bambini che iniziano a Novembre a ritagliare immagini su cataloghi di giochi, fare l’elenco delle cose. La letterina diventa anche stimolo per la creatività quasi: che ci incolla le immagini, chi utilizza il pc, chi fa lista della spesa, chi scrive pagine e pagine di parole destinate a quel nonno con la barba bianca lunga e vestito di rosso. Insomma, una sicurezza e una tradizione certa. Per lo meno fino a qualche giorno fa: ho infatti letto sul Corriere un articolo in cui si dice che alcuni genitori ritengono che far mettere su carta le speranze (con in pole position le novità martellate senza tregua dalla tv) abbia un valore diseducativo e che, in tempi di crisi, sia importante (e necessario) non incentivare il consumismo. Ma questo è giusto o sbagliato?

L’articolo continua proponendo un’intervento che viene direttamente dall’Università Cattolica di Milano: Manuela Cantoia, docente della Spae, Servizio di Psicologia Apprendimento ed Educazione, : «Che errore abolirla. Non è vero che non abbia valore, semmai è proprio il contrario».La dottoressa Cantoia afferma infatti che la lettera insegna il valore dell’attesa, aiuta a coltivare i desideri e a compiere scelte, ma è chiaro che il bambino va guidato, a tutte le età.

Per far capire ai più piccoli questa attesa, dal momento che non hanno il senso del tempo, una bella idea è quella di evitare di proporla tanto tempo prima, ma aspettare che si avvicini il giorno di Natale e creargli un conto alla rovescia, un calendario dell’avvento che scandisca il tempo e che lo aiuti a capire che scopo ha fare la letterina.

Un altro punto importante citato dalla dottoressa è la lunghezza. «La lettera non è la lista della spesa dove si segnano tutte le cose che mancano in dispensa – sottolinea. – Uno, due, tre regali importanti, a seconda delle proprie possibilità, e poi una serie di piccole richieste». La dottoressa aggiunge che la lettera non va necessariamente chiusa subito: a volte c’è proprio bisogno di tempo per riflettere sulle scelte, far emergere i desideri, le priorità. Può quindi rimanere appesa al frigorifero anche per giorni e modificata seguendo i nuovi impulsi. «E, una volta spedita inizia il tempo dell’attesa: è una tappa importante, forse la prima vera occasione per imparare ad attendere».

E voi che ne pensate? Com’è la letterina dei vostri figli?

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