Alcune malattie nascono dal contatto tra gli embrioni e l’ambiente inquinato…ma ecco come prevenirle!

A fine 2013 si è svolta a Gerusalemme la settima Conferenza dell’International Network on Children’s Health and the Environment and Safety. Tra i diversi temi che sono stati affrontati vogliamo sottolinearne uno: l’importanza che hanno abitudine e ambiente sul DNA, ovvero la teoria che alcune delle malattie più recenti hanno radici in ciò a cui si è stati esposti un utero e da neonati.

Schermata 2014-01-20 a 23.42.39I pediatri presenti alla conferenza di dicembre sostengono che sia  l’ambiente non proprio sano, fatto di aria inquinata, sia alcune sostanze chimiche dannose con cui veniamo in contatto continuamente, presenti nell’aria e negli alimenti, avrebbero contribuito a far sviluppare alcune malattie rischiose per i bambini, come il diabete, l’obesità, i tumori, l’asma. Infatti questi agenti inquinanti “sprogrammano” il genoma, facilitando il deragliamento verso certe patologie, con mutazioni che però, sottolinea l’esperto, sono reversibili!

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Ernesto Burgio, presidente del comitato scientifico dell’International Society of Doctors for Environment e membro dell’European Cancer and Environment Research Institute di Bruxelles afferma che “Oggi abbiamo sempre maggiori prove, infatti, che molte malattie che si sviluppano nel corso della nostra vita hanno un’origine epigenetica*, ovvero affondano le loro basi in ciò a cui si è stati esposti in utero, durante la gravidanza, e poi nei primi mesi da neonati”.

Le “nuove” malattie (asma diabete obesità e tumori) sarebbero dunque “nate” nell’ultimo secolo a causa anche di questi fattori, la “buona notizia” è che contro queste minacce la nostra azione può davvero incidere.

Possiamo quindi trarre un sospiro di sollievo, c’è una soluzione: se proteggiamo il più possibile le donne in gravidanza e i neonati nei primi mesi di vita mettiamo una seria ipoteca sulla salute delle generazioni future e possiamo invertire la rotta, riducendo finalmente il carico di patologie ormai diventate epidemiche.

Ma cosa si può fare in pratica, nella vita di tutti i giorni?

Possiamo già dare molti suggerimenti:

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– le donne in attesa, oltre ovviamente a non fumare, dovrebbero fare estrema attenzione all’alimentazione, evitando ad esempio le bevande zuccherine, che facilitano la comparsa di obesità nella prole, e cercando di limitare al minimo il consumo di pesci di grossa taglia come tonno o pesce spada che potrebbero più facilmente essere contaminati da mercurio, pericoloso per lo sviluppo cerebrale del bambino;

– altrettanto importante cercare quanto più possibile di non respirare aria inquinata, perché è ricca del pericoloso particolato ultrafine (il PM 0,1, ndr ) e di metalli pesanti cancerogeni come il piombo, l’arsenico, il cadmio, il mercurio;

– in casa, poi, meglio non on usare prodotti che possono contenere sostanze chimiche pericolose (dagli spray contro gli insetti ai deodoranti d’ambiente) e non sappiamo ancora con precisione quali possano essere gli effetti delle onde elettromagnetiche dei cellulari, per cui la prudenza ne impone un uso limitato.

Tutto questo vale per le donne incinte, ma anche per i piccoli: meglio non portare un neonato a fare una passeggiata nelle strade più trafficate delle città e, se possibile, evitiamo di far parlare i bambini al cellulare. Se infatti è vero che molto si decide prima di compiere un anno di vita, ciò non toglie che durante tutta l’infanzia l’organismo in crescita sia particolarmente delicato e debba essere tutelato in ogni modo possibile da tutto ciò che potrebbe nuocergli, primo fra tutti lo smog: gli studi che hanno dimostrato come vivere vicino a strade trafficate aumenti il rischio di allergie e asma sono ormai numerosi, così come i ripetuti allarmi sulla scarsa qualità dell’aria in case e scuole per colpa di infissi sigillanti e dell’uso di prodotti chimici non proprio ideali da respirare.

Queste e le altre azioni preventive consigliate dai pediatri sono gesti banali, ma più essenziali di quanto si creda per la salute delle nuove generazioni.

 

*Con il termine epigenetica si intendono le modifiche chimiche del DNA (ad esempio, aggiunte di gruppi metile che contengono carbonio e idrogeno) che non sono scritte nei geni, ma ne possono cambiare la funzionalità: il genoma quindi non viene alterato, ma può esprimersi in modo diverso. Tali mutazioni epigenetiche sarebbero la risposta dell’organismo alle sollecitazioni ambientali. L’epigenoma, ovvero il genoma completo di tutte questi aspetti che ne modificano l’espressione e danno l’impronta definitiva alle caratteristiche dell’individuo, si forma durante la vita fetale e nei primi mesi dopo la nascita, ciò a cui si è esposti in gravidanza e da neonati può avere ripercussioni per tutta la vita.

Fonte: Archivio del Corriere della Sera, 22 Dicembre, Elena Meli, Dossier Medicina

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