“Conto fino a tre…parola di papà!” Il ruolo del padre spiegato da un comico di Zelig

Un bimbo. Una nuova avventura. Per le mamme è difficile, e questo è stato detto in mille modi. A partire dalla gravidanza che porta con se nausee, crisi, problemi, (ma anche gioie!!) la mancanza di tempo etc etc. Ma per i papà? Cosa cambia? Quali sono le difficoltà che un uomo deve affrontare con l’arrivo di un figlio e con il nuovo ruolo di padre?

Com’è per loro la faccenda? Nessuno lo sa, tantomeno loro.

Si dice che il ruolo di padre sia in via di ridefinizione, e i nuovi padri brancolano nel buoi di questo nuovo ruolo e posizione. Era più semplice prima dicono, quando i padri avevano un ruolo definito: andavano a lavorare la mattina, e baciavano i bimbi sulla fronte la sera, quando tornavano a casa e li trovavano già dormienti nei loro lettini. Stop, fine della storia. Li vedevano beati come angioletti tra le lenzuola, già puliti, nutriti, intrattenuti  e consolati dalle madri, senza avere idea di cosa ci fosse dietro le quinte. Adesso no. Adesso i padri assistono al parto e ancor prima alle ecografie, cambiano pannolini e si cimentano nella difficile operazione dell’indovina perché piange? grazie ad una nuova, prima mai sperimentata sensibilità. Rigirando un luogo comune, caro al battibecco tra i sessi, si potrebbe dire: avete voluto la sensibilità, adesso imparate ad avere a che fare con pianti, pappe e primi raffreddori!

conto fino a tre

L’idea di Angelo Pisani (comico nato con Zelig e compagno di Katia Follesa), autore di Conto fino a tre… parola di papà (Kowalski, 2014, 16 euro) è buona e giusta, perché intercetta questo cambiamento e lo fa suo raccontandolo con tono azzeccato, ironico e leggero, senza tralasciare di farsi vera guida pratica per i nuovi padri di cui sopra.

Si tratta una trasposizione al maschile di un moderno genere editoriale di successo, quello della mamma che impazzisce appresso al proprio bebè. A voler aguzzare le antenne, avendo intuito più o meno come funziona il mondo dell’editoria, ci sarebbe qui da aspettarsi una nuova ondata che nasca dalla conversione di genere di certi celebri filoni per ragazze: come una nuova chick lit per uomini, o qualcosa stile sex and the city al maschile. Quello che non mi è chiaro, almeno per ora, è se tutto questo sarebbe un bene oppure no.

 

 

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