Paura dell’acqua? Ecco come aiutare i vostri bambini a superarle!


Ci si prepara per le vacanze estive, e molti genitori si troveranno ad affrontare una delle paure che il 50% dei bambini ha: la paura dell’acqua! C’è chi si è già scontrato durante l’inverno con questa paura, attraverso i numerosi corsi di nuoto esistenti per bambini, e mamme/papà e bambini; gli altri affrontano questo “problema” con le vacanze al mare. 

Non è così difficile che un bambino abbia paura dell’acqua, questo perché l’acqua è, per molti bambini, un ambiente poco rassicurante: la capacità di camminare e il movimento non contano più; per loro non solo è paura di non riuscire a respirare ma anche paura dell’ignoto, di tutti quegli animali mostruosi che vivono nella loro testa e che vivono nel mare. Si potrebbe pensare che questa paura non abbia senso di esserci visto che per nove mesi siamo stati totalmente immerso nel liquido amniotico, ovvero… nell’acqua ed è con la nascita che si siamo adattati all’aria.

Fin da piccoli

Questo ragionamento non è del tutto sbagliato! Infatti se bambino fin da appena nato mantiene un rapporto costante con l’acqua sarà più difficile che gli salga la paura, dal momento che ha una naturale confidenza con tale elemento. Per i genitori però è difficile riuscire a far mantenere il rapporto speciale con l’acqua al bambino durante i primi mesi di vita. Infatti, il più delle volte sono i genitori ad infondere la paura nel bambino “scaricando” le proprie paure rispetto al rapport acqua/bambino: la paura più grande è quella di immergere completamente nell’acqua poiché c’è l’impressione che possa sfuggirci la presa e il bambino potrebbe andare sott’acqua con risvolti pericolosi.

Nulla di tutto questo però dovrebbe spaventarci: i neonati se posizionati con la testolina in acqua chiudono immediatamente la bocca e bloccano la respirazione e nulla di irreparabile può accadere! Il momento del bagnetto serale deve essere rassicurante: ambiente caldo, calmo e soprattutto sereno, in questo modo l’acqua può essere lasciata scorrere delicatamente sul volto del piccolo durante le operazioni di pulizia, insomma favorendo una naturale continuità nella confidenza con l’elemento liquido.

Per mantenere vivo il rapporto bambino con l’acqua si dovrebbe iscrivere i bimbi già dopo il quinto mese nei corsi di acquaticità nelle piscine specializzate: infatti i bambini a sei mesi hanno il riflesso del nuoto naturale e senza nessun supporto riescono naturalmente a capire che devono chiudere la bocca e si lasciano galleggiare.

Se il genitore non facilita il rapporto che naturalmente esiste tra acqua e bambino, ma al contrario mette ansie e preoccupazioni in merito, il piccolo perderà questa naturalezza e inizierà ad temere il contatto con l’acqua. Così facendo, quando diventa più grandicello ed inizia ad avere una maggiore consapevolezza, l’acqua è ormai un elemento con il quale non ha più confidenza e che rappresenta una possibile fonte di pericoli. Ecco perché non vuole entrare nel mare o in piscina e ha perfino paura dell’acqua sul viso quando gli vengono lavati il faccino o i capelli.

Ma come si può fare se ormai il bambino ha paura dell’acqua?

Innanzitutto non bisogna mai obbligarli ad avere un contatto con l’acqua se hanno paura. Può essere però utile aiutarli a superare la paura proponendo di lavarsi da soli il viso, anche con poche gocce d’acqua: il bambino si sentirà grande e responsabilizzato, ma soprattutto capirà che l’acqua è un elemento che può gestire autonomamente e di cui non ha senso avere paura. Evitiamo la doccia, piuttosto lasciate un recipiente con dell’acqua calda in terra, chiedendo al bambino di immergere i suoi piedini: lui stesso dovrà trovare il coraggio di immergere i piedi o le mani. La prima volta che vedrete vostro figlio a questo primo traguardo, deve essere premiato e lodato per il suo coraggio, il premio dovrà essere commisurato a quanto si bagnerà: gratificazioni e coccole a volontà con l’obiettivo di fare una bella festa quando sarà in grado di bagnarsi completamente. Per lavare i capelli si può permettere al bambino di tenere su viso e occhi un piccolo asciugamano morbido e lavare la testa con il capo reclinato all’indietro, proprio come dal parrucchiere. Per quanto riguarda, infine, il bagno in mare o in piscina, vanno evitate le umiliazioni e i confronti su quanto siano bravi gli altri bambini. Servirebbe solo a renderlo più insicuro. Il corso di nuoto può essere posticipato di qualche mese oppure si può scegliere una piscinetta più bassa e a misura di bambino. Per quanto riguarda il mare, è bene lasciare che sia il bambino ad avvicinarvisi a poco a poco, prendendo confidenza per imitare gli altri e costruendo un rapporto tutto personale con le onde.

 

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