Gianni Rodari e le favole per bambini

Lo scorso 23 Ottobre è stato il compleanno dello scrittore per bambini più amato dai suoi contemporanei ma anche da chi ha vissuto dopo la sua scomparsa, ovviamente stiamo parlando di  Gianni Rodari!

Lasciamo alle sue parole il compito di riempire questa pagina bianca, anche perché sapeva bene come usarle!!

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Un genitore un giorno mi disse: “Io non leggo tutti i giorni ai miei figli, è un problema per i miei bambini?”

E ma lui, il bimbo, mica ci perde molto, ha i fumetti, ha la televisione, ha le altre favole…chi ci perde semmai sono i genitori, che non hanno questo momento di dialogo importante  con i figli, che passa attraverso la fiaba. La fiaba è un modo di parlare del mondo, il linguaggio dei bambini è fatto di immaginazione, di pensiero logico…la fiaba è questo tutto insieme.

I genitori che lo perdono, perdono qualcosa per loro, il bambino trova sempre il modo di usare la sua immaginazione

Il mondo parla oggi al bambino, non solo attraverso le parole dei genitori, ma anche attraverso le immagini, attraverso le macchine, attraverso tutto quello che anima il mondo di oggi. Bisogna trasformare tutto questo in parole, se si vuole fare un libro e non bamboleggiando, semmai un gradino più in su, perché al bambino piace salire un po’. Infatti quando è molto piccolo e gioca a sposatare i mobili, lui vuole spostare subito il tavolo, che è più pesante, non si accontenta di spostare il seggiolino che è piccolo e più facile. Il linguaggio è una cosa che deve farlo crescere, però deve essere secondo me un linguaggio moderno, deve essere perciò fatto con gli oggetti, con le immagini e con tutto ciò che fa parte del mondo che conosciamo e che ci sta intorno.

 

Giovannino Perdigiorno  era un grande viaggiatore:
capitò nel Paese degli Uomini a motore.

Al posto del cuore avevano un motorino
Che si spegne la sera e si accende il mattino.

Al posto dei piedi avevano le rotelle,
le cinghie di trasmissione erano le bretelle.

Al posto del naso avevano una trombetta
Per chiedere la strada e correre più in fretta.

Correvano tutto il giorno senza mai fermarsi:
non avevano neanche il tempo di salutarsi.

E non scambiando mai né parole né saluti
pian piano i poveretti diventartono muti.

Facevano appena appena “brum brum” e “perepè”.
E Giovannino disse: “Questo posto non fa per me”.

 

 

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