Susanna Tamaro racconta la storia di un ragazzino che vuole abbattere la tecnologia…ci riuscirà?

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Bart (così viene chiamato in casa), ha dieci anni e vive in un mondo in cui la tecnologia governa la vita e la morte. I suoi genitori, superimpegnati nel lavoro, li vede per lo più in collegamento su un grande schermo, ma d’altronde non ne ha bisogno. Vive in una casa domotica dove quando la mattina suona la sveglia il letto si abbassa e lo scarica a terra accendendo le luci di bagno e cucina; mentre si prepara (quattro minuti per la doccia, due per i denti, quattro per i bisogni), il tostapane sputa fuori le sue fette tostate, il micronde la cioccolata calda e lo spremiagrumi il succo d’arancia. Fatta la colazione la mamma compare sul video e legge dal tablet il tracciato dei sensori di cuscino e delle lenzuola per capire come il figlio ha dormito. Prima che la notte cali ricomparirà sul video altre due volte, ma comunque il watchphone di Bart è sempre aperto per le comunicazioni urgenti.

Bart è il protagonista del nuovo libro per ragazzi, Salta Bart! (età di lettura: dai dieci anni) di Susanna Tamaro, in uscita oggi da Giunti. La scrittrice triestina affronta tutti i temi che le stanno a cuore incastonandoli in una favola futuristica dove un mondo omologato ha eliminato dalla vita qualunque tipo di imprevisto, gli affetti si riducono alla loro esternazione vocale come il mantra-saluto ailaviuailaviuailaviuailaviu che si scambiano madre e figlio nei loro collegamenti quotidiani. Bart è solo (anche l’orso di peluche che gli tiene compagnia gli viene sottratto come pericoloso ricettacolo di microbi e fonte di inutili distrazioni) senza mai essere solo. La sua vita costantemente osservata è scandita da impegni fissi che azzerano il tempo della libertà e della noia (dalle lezioni di tuffi a quelle di cinese), prevedibilità è la parola chiave, eppure tutto questo non basta a dargli sicurezza. Il bambino rimane un piccolo nerd pieno di paure e vittima dei bulli, progettato per esaudire tutti i desideri dei genitori, costretto a mentire per ritagliarsi minimi spazi di libertà, sperando che anche in casa sua non venga introdotto il temibile Pinok, sensore catturabugie che si aziona alla minima modifica del calore delle guance e ai millimetrici spostamenti in avanti del naso.

La prima parte del libro, quella in cui viene descritto l’habitat di Bart e la sua vita quotidiana è forse la più riuscita: Susanna Tamaro riesce a costruire un mondo coerente, ricco di dettagli curiosi e momenti buffi. La ripetizione di gesti sempre uguali, la quotidianità monotona della vita di Bart sono il prologo migliore alla seconda parte del libro che assume il classico andamento da avventura/formazione.
A turbare l’ordine prestabilito arrivano per Bart due incontri (in realtà collegati tra loro): il primo con uno strano vecchio cinese, Maestro Lu, che al parco lo salva dai bulli e poi gli regala un libro antico («i libri erano i tablet di una volta»). L’altro con una pollastrella di batteria, Zoe: Bart inciampa in una gabbia nel parco e la porta a casa senza sapere che cosa contenga (fino a quel momento per lui i polli sono solo petti o cosce sotto cellophane stivati nel freezer di casa). Per un po’ i due convivono riuscendo a evitare i sensori che rivelerebbero ai genitori una presenza estranea, ma quando mandano in tilt tutto il sistema di controllo e la casa viene circondata da polizia carabinieri ambulanze e pompieri si rifugiano letteralmente nelle pagine del libro, varco spazio-temporale che li conduce nel mondo della famiglia di conigli protagonisti. Si susseguono avventure e colpi di scena, la scoperta del Regno Eremita che, sempre più ridotto, resiste alla distruzione che avanza. Bart è il prescelto: toccherà a lui cercare di salvarlo, con l’aiuto di papà Coniglio e della gallina Zoe.
Susanna Tamaro declina in modo originale molti temi e plot classici della letteratura per ragazzi (e non solo, basti pensare all’occhio orwelliano del Grande Fratello). Ci sono la quest (la ricerca), il mondo parallelo, il travestimento, la lotta contro le forze del male, l’amicizia improbabile tra due esseri molto diversi, l’incantesimo malefico, passaggi segreti nel parco e pozioni magiche. Ma non rinuncia a parlare dei «suoi» temi: l’ecologia, la difesa degli animali, la necessità di rispettare il pianeta, la forza di resistere a una società che ci vuole tutti uguali e troppo spesso dimentica la bellezza della diversità e dell’imprevisto. Lo fa con leggerezza, senza lasciare che l’intento didascalico appesantisca una narrazione ricca di invenzioni e di piccole trovate brillanti. Vanno a braccetto con le belle illustrazioni in blu di Adriano Gon, che possano trasformarsi in un viaggio nella tenerezza o nella paura.

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