Attività didattiche

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 I bambini di età inferiore ai tre anni conoscono la realtà che li circonda attraverso l’utilizzo di tutti cinque i sensi e la successiva rielaborazione a livello mentale.
La forma privilegiata di apprendimento è costituita dal gioco attraverso il quale i bambini esplorano, ricercano e sperimentano.
 Tutte le attività didattiche e le esperienze educative favoriscono un buon clima a livello relazionale e il benessere di ogni bambino che matura e rinforza la propria identità, sviluppa le autonomie e raggiunge traguardi importanti in ordine alle competenze.
Numerose sono le attività che vengono proposte:
–       Le attività SENSORIALI favoriscono la percezione globale della realtà,  oltre che lo sviluppo delle abilità cognitive; il bambino conosce attraverso l’esperienza diretta.
– Le ATTIVITÀ GRAFICHE E PITTORICHE consentono al bambino di entrare a contatto con strumenti e materiali differenti che sviluppano gradualmente le abilità manuali, la coordinazione e, nel contempo, stimolano la creatività di ciascuno.
– Attraverso le ESPERIENZE MOTORIE il bambino comincia a conoscere il proprio corpo e a mettersi in relazione con lo spazio; si pone inoltre in relazione con gli altri, sentendosi più integrato e sicuro.
–       Lo sviluppo del LINGUAGGIO viene stimolato in tutte le attività e, in maniera specifica, attraverso la lettura di racconti e fiabe, la drammatizzazione vissuta o con i burattini e la conversazione.
–       Le attività COGNITIVE favoriscono la conoscenza, l’apprendimento come conseguenza della stimolazione sensoriale. In esse il bambino si concentra, affina il pensiero logico, sviluppa i concetti spaziali, la classificazione in base a materiale, forma, colore, dimensione.
– Attraverso il GIOCO SIMBOLICO o di finzione il bambino ha la possibilità di identificarsi negli altri, soprattutto nei genitori, rafforzando in tal modo il proprio senso di identità. Nei giochi simbolici che riproducono l’ambiente domestico familiare, ha la possibilità di esprimere le proprie emozioni, di  interiorizzare i modelli parentali e – attraverso l’interazione con gli altri piccoli – di superare il proprio punto di vista e il proprio naturale egocentrismo.

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