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Giochi casalinghi per non annoiarsi mai!

Contro la noia delle mattine e dei pomeriggi d’estate, il sito BuzzFeed ha stilato una classifica di giochi che si possono organizzare in casa per i bambini. Salvaguardando la salute mentale (e il portafoglio) dei genitori. Abbiamo riportato qui quelle che a nostro parere sono le più divertenti e le più fattibili. Per vedere quali sono tutte le altre potete dare un’occhio qui!

Sbizzarritevi!!

Idea n°1: usare dello scotch colorato per disegnare sul pavimento un’intricata pista per le macchinine!

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Idea 5: servono coloranti per alimenti, un po’ di colla bianca e alcuni stuzzicadenti. Si fanno cadere delle gocce di colore su una base di colla umida e con gli stecchini si distribuiscono. Sarà affascinante vedere i colori che si espandono prendendo vie inaspettate. Poi l’opera va fatta asciugare!5

Idea n°6: vi avanzano dei fogli di plastica «mille bolle» (quelli che si usano per imballare)? Usateli per confezionare degli stivaletti con cui i bimbi possano divertirsi a dipingere con i piedi.

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Idea 8: l’interno di un rotolo di carta assorbente fissato a una parete con dello scotch. Uno «scivolo» che terrà occupato per parecchio tempo il vostro pargolo.

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Idea 10: si può imparare a scrivere usando una riedizione del giardino zen. Servono una scatola dai bordi abbastanza alti e dello zucchero e il gioco è fatto.

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Idea 14: i palloncini-razzi. Servono: spago, una cannuccia, scotch, un palloncino e due sedie. Si attacca il pallone gonfiato ma non chiuso alla cannuccia infilata sul filo che sarà stato prima fissato tra due sedie. Quando si lascia la presa, il palloncino sgonfiandosi parte da un capo all’altro.

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Idea 15: piccoli ladri crescono. Con del filo rosso creare un’intricata rete che i bambini devono riuscire ad attraversare senza toccare i fili. Come in «Mission Impossible» con l’antifurto laser.

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Idea 17: due piatti di carta, due stecchi tipo quelli dei gelati e un palloncino. E i tennisti possono esibirsi in salotto senza devastarlo.

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Idea 21: si taglia a metà un tubo di quelli che si usano per galleggiare in piscina. Ne viene fuori una doppia pista per biglie

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Avete altri giochi hand made che hanno fatto la felicità (vostra) e dei vostri bimbi? Raccontateceli!!

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Divertirsi con la scienza si può!! Anche in estate!

Genitori siete a Milano in questi giorni? Le scuole sono chiuse e non sapete cosa fare con i vostri bambini perché fuori fa troppo caldo? Non vi preoccupate, perché Milano non si ferma mai! Infatti Il Museo nazionale delle scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano non si ferma nemmeno quando le scuola sono in vacanza e continua ad invitare bambini, ragazzi, famiglie e classi a scoprire la sua vasta e interessante offerta formativa ed educativa sulla tecnologia e le scienze.
Il Museo invita a visitare, vivere e interpretare il patrimonio storico che custodisce. Obiettivo di ogni proposta è suscitare curiosità per la tecnologia, trasmettere entusiasmo per la scienza, invitare ogni persona a scoprire e riflettere su come le utilizziamo quotidianamente.

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Per questo, il museo Leonardo da Vinci di Milano propone percorsi e attività nelle collezioni storiche e nei laboratori interattivi (i.lab) per fare utilizzare agli studenti le proprie conoscenze e capacità, conoscere gli oggetti e i fenomeni ed essere protagonista nei processi del proprio apprendimento. Inoltre il Museo promuove progetti educativi e collaborazioni con scuole, enti di formazione e di ricerca per incoraggiare l’uso del museo come risorsa educativa.

Tra le proposte per i più piccoli segnaliamo i laboratori interattivi Area dei piccoli, dove i bambini possono entrare nel mondo del colore, dei sensi, dei materiali, della matematica e degli alimenti, e Bolle di sapone, dove potranno trovare la ricetta per bolle indistruttibili, divertirsi a fare bolle a grappoli con attrezzi di ogni tipo e scoprire quante scienze stanno dentro una bolla di sapone.

 

Inoltre vi segnaliamo l’iniziativa “Estate a Milano”: fino all’8 settembre non si paga il biglietto nei cinque musei civici di Milano: museo del Novecento, Museo Archeologico, Museo del Risorgimento, Museo di Storia Naturale e Museo del Castello Sforzesco. Se rimanete a Milano portate i vostri bambini, fategli imparare ad apprezzare l’arte e il bello fin da piccoli!

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Mamma ho paura!

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Tutti i genitori prima ho poi si domandano “E se il mio piccolo ha paura? Cosa devo fare? Quando capisco se ha paura o è solo un capriccio?”

Sicuramente l’asilo è un luogo in cui le  paure più comuni vengono superate guardando l’esempio dei compagni: ho paura di fare la pipì nel water però tutti i miei compagni ce la fanno, magari ci provo anche io!

Vi proponiamo oggi due articoli, diversa fonte e modo di vedere la paura: il primo è tratto da un blog di una mamma che vi aiuterà a sconfiggere la paura dei mostri del buio (paura molto diffusa tra i bambini!); l’altro quello di una Psicologa dell’età evolutiva che tratta di paura in termini più scientifici e si concentra sulla paura nei confronti degli animali, paura che spesso traumatizza e blocca il bambino.

Beh oggi cercheremo di aiutarvi a trovare risposte a queste e altre domande inerenti. Siamo ovviamente felici se qualche genitore avrà voglia di commentare aggiungendo consigli pratici e piccoli suggerimenti per tutti gli altri genitori che leggono il blog.

Buona lettura!

“Pochi giorni fa chiacchieravo con le mamme di Gemelli in Famiglia, il nuovo Forum gemellato con quello di Mammafelice, e si discuteva dei modi in cui far passare la paura del buio e dei mostri ai bambini.

Ci chiedevamo: è normale?
Beh, sì, dai, è normale! Se penso che alle elementari ero riuscita a non dormire a causa del vecchissimo film di King Kong… :lol:

 

Ho trovato una bella risposta della Dott.ssa Paola Marchionne su mammaepapà.it: lei è psicopedagogista della redazione di Educare.it:

Le paure fanno parte del mondo dei bambini come altre caratteristiche della personalità e della mentalità infantili: ad esempio, tipiche del bambino in età prescolare sono le forme di pensiero animistico (tutto è vero ed ha una vita) e magico (tutto è veramente possibile e credibile).

Questo mi ha fatto ricordare quanto io davvero fossi ‘animista’ (e lo sono ancora) e quanto mi tenessero compagnia alcuni oggetti che avevo, nella mia mente, antropomorfizzato. Ad esempio la lucina notturna accanto al mio letto: con quel suo nasone verde e i due occhietti piccoli della presa elettrica sovrastante. O il piccolo adesivo accanto al mio letto…
Ed erano tutte figure ‘buone’, che mi aiutavano a superare le paure notturne e anche i momenti difficili, perchè era come se in loro io avessi trasposto la fiducia in me stessa e il mio coraggio, e di rimbalzo potessi riacquistarli solo guardandoli.

Nei mostri e nel buio i bimbi catalizzano e concentrano tutte le loro paure, di essere aggrediti e non potere essere all’altezza, il bisogno di essere protetti e riconfermati dall’affetto dei grandi, ma anche di sentirsi forti e invincibili, e anche abbastanza… cattivi! Perciò in realtà le paure hanno un ruolo positivo. Tutto sta ad elaborarle e riuscire a tradurle in un modo di essere e in uno stile di azione rispetto ai pericoli.

Amore, rassicurazione, presenza, serenità… In fondo non sembra così difficile fare la mamma, perchè alla fin dei conti, si deve agire sempre per amore e con amore, rassicurando, spiegando e anche ‘liberando’ i bambini, rendendoli autonomi, forti, fiduciosi in se stessi.
Certo, però, che questo significa che non dobbiamo cedere alla ‘facilità’ con cui le nostre nonne ottenevano la nostra ubbidienza instillandoci paure terribili. Quindi, per prima cosa, al bando tutte quelle idiozie del tipo:
– se non mangi arriva l’uomo nero
– se non dormi arriva l’orco
– se non ubbidisci ti porta via il lupo…
Ma che cavolate!
L’educazione deve essere sempre in positivo, e mai in negativo!
Perchè quando si fa paura ad un bambino per ottenere un suo comportamento positivo, lo si disorienta, lo si spaventa, e soprattutto non lo si ‘educa’, perchè imparerà ad ubbidire per paura, e non perchè avrà introiettato il concetto di bene/male e giusto/sbagliato.
Meglio proporre sempre degli eroi positivi, dunque, e anche favole in cui questi eroi sconfiggono i cattivi grazie alle loro doti di bontà e gentilezza.

Ma se la paura del buio e dei mostri comunque arriva?

Allora basta aggirarle con qualche trucco che in modo indiretto metta a nudo la paura e aiuti il bambino a combatterla, a sentirsi forte e invicibile nei confronti di essa.

Ecco allora le prime mosse da fare:
– rassicurare i bambini, dicendo loro che i mostri non verranno nella loro stanzetta;
– rassicurarli sul fatto che il buio non trasforma gli oggetti, i quali non possono ‘animarsi’ a nostro discapito;
– lasciare la porta della cameretta aperta;
– mettere una lucina notturna accanto al lettino;
– mettere nel lettino un pupazzetto amato dal bambino, oppure una nostra sciarpa, o maglia o indumento su cui sia presente il nostro ‘odore’.

E se non basta? Allora si può scongiurare la paura del buio e dei mostri, inventando dei giochi che esorcizzino tali paure.

Trasformiamoci in super-esploratori!

I super-esploratori non hanno paura del buio. I super-esploratori combattono tutti i mostri e vincono sempre, perchè rappresentano il Bene.
E poi hanno i loro trucchi segreti per vincere contro il male!

Il kit del super-esploratore prevede:
– una borsetta da indossare a tracolla, in cui mamma e papà hanno scritto la sacra pergamenacontenente la formula magica che allontana i mostri e fa passare la paura del buio;
– uno spray anti-mostri, ottenuto miscelando qualche goccia di olio essenziale d’arancio in uno spruzzino contenente acqua (vanno benissimo quei mini spruzzatori usati per mettere il profumo), con la sua etichetta originale;
– un cappello da super-esploratore, che può essere un semplice cappellino con visiera a cui viene attaccata una piccola torcia, oppure su cui viene attaccata l’etichetta dell’invincibilità;
– una torcia elettrica, a cui attaccare l’etichetta ‘fotoni portatili anti oscurità‘, che è quella che garantisce che tutti i mostri nascosti dentro il buio, una volta illuminati dal potente fascio di luce, verranno polverizzati all’istante;
– la pozione del super-esploratore, che consiste in un biberon o bottiglietta con la speciale etichetta ‘pozione rafforzante per giovani con super poteri‘, che va bevuta prima di percorrere il corridoio buio (e che consiste in una bella camomilla o tisana al finocchio).

Se non basta…

Esorcizziamo la paura creando un mostrillo di pannolenci che rappresenti una forza del Bene e della luce contro i mostri e il buio. Si può creare con le istruzioni presenti su Mammafelice, oppure dando un’occhiata a questi link utili:

– Mostrilli da stampare e assemblare, su Ziggity Zoom;
– Un mostrillo dalla faccia buonissima, su Craft Juice;
– I mostrilli di Juicy Bits.”

Trovate il blog di riferimento a questo link.

Qui sotto invece l’articolo della dottoressa Zucca.

“Durante la prima infanzia, l’essere umano reagisce con l’istinto a stimoli che portano al sopraggiungere della paura;con la crescita si è più preparati e si reagisce con maggiore razionalità.

Il neonato ha delle paure innate dell’ignoto, che si possono contenere tenendo il bambino in braccio e parlandogli dolcemente per tranquillizzarlo; poi subentrano le paure che riguardano fondamentalmente gli sconosciuti e la separazione dalla mamma; in ultimo, tra uno e tre anni, subentrano le paure conseguenti alle nuove scoperte perché alcune di esse destano preoccupazioni: la paura degli animali, in questa fase, può superarsi osservando le tranquille reazioni degli altri e, in genere, sparisce naturalmente.
Nella preadolescenza, i ragazzi possono aver paura degli insetti come degli animali esotici (in quanto esseri su cui non può aversi un controllo) anche se, magari, non mostrano paura verso un cane di grande taglia e questa si può superare con la conoscenza delle loro abitudini di specie e della loro etologia a meno che tale paura non ne nasconda altre più profonde.
Quando la paura non sparisce naturalmente, si può aiutare il bambino/ragazzo facendo particolare attenzione a non incutere timori, a non trasmettere la propria ansia, a non parlare di paure davanti a lui, a non proteggerlo eccessivamente perché tale atteggiamento rafforza il vissuto negativo, a dargli un esempio positivo di fronte all’”oggetto” della paura, a fargli superare la paura in step avvicinandolo gradualmente all’oggetto.
Se la paura persiste, ci sono metodi dolci da prendere in considerazione come la pet therapy che, parte dalla conoscenza dell’animale oggetto di paura senza la sua presenza fino, gradualmente, ad arrivare a toccarlo e ad interagire con lui.
E’ importante ricordare, comunque, che la maggioranza delle paure infantili sono meno fissate rispetto a quelle degli adulti e quindi in grado di regredire con più facilità.
Dott.ssa Micaela Zucca
Psicologa dell’età evolutiva – Roma
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Capricci dei bambini? Sintonizzarsi sulle loro emozioni

Prima di intervenire con ordini o rimproveri, meglio ascoltare quello che sentono dentro, per farli poi ragionare

Quando i bambini fanno i capricci, meglio sintonizzarsi sulle loro emozioni, prima di intervenire con ordini o rimproveri. E’ il parere di due psicoterapeuti della University of California di Los Angeles, Daniel Siegel e Tina Bryson (Fonte: G. Aluffi, Il Venerdi di Repubblica, 28.09.12).

Se il bambino ha perso il controllo ed è in collera, è inutile far leva sul ragionamento, significherebbe parlargli con un linguaggio che non capisce. Bisogna invece sintonizzarsi con le sue emozioni per attenuarle e ricondurlo a ragionare. Se una bambina grida alla mamma “Ti odio!”, l’istinto è rispondere: “Non parlarmi mai più così!”. Invece la strada più efficace è l’analisi dell’emozione: “Sei arrabbiata con me perché non ti ho comprato la collanina? Capisco che ti piace e la vorresti subito. Ma non posso spendere altri soldi oggi. Se vuoi possiamo trovare una soluzione…”.

Per vedere l’articolo completo cliccare qui.

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…e quelle che nessuno ci chiede, ma che sono importanti!

Abbiamo elencato nel post precedente le domande tipiche che i genitori ci rivolgono quando vengono a vistare il nostro nido, il confronto tra genitori è sicuramente importante. Oggi però vogliamo dirvi qualche sono secondo noi delle domande importanti che però pochissimi genitori rivolgono ai nidi.

Piccoli consigli che riteniamo essere molto utili per decidere al meglio in che nido iscrivere vostro figlio, figlia.

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L’ora dei pasti e della nanna sono sempre gli stessi ogni giorno?

L’asilo nido non deve avere come effetto quello di disorientare i bambini, ma deve avere un effetto rassicurante, per questo motivo la giornata all’asilo è svolta con regolarità, si fanno tutti i giorni, alla stessa ora, le stesse cose (routine). Quindi pappa e nanna si fanno sempre alla stessa ora e negli stessi spazi.

Per le vostre educatrici sono previsti degli aggiornamenti professionali, dei momenti dedicati alla formazione e al confronto con le colleghe?

 

Se un’educatrice si ammala come scegliete la supplente?

Non è opportuno presentare ai bambini, ma nemmeno ai genitori,  improvvisamente figure nuove, il team supplente è sempre lo stesso in modo che i bimbi conoscano le persone che sostituiscono le loro educatrici di riferimento.

 

Durante l’anno sarà possibile fissare un colloquio con l’educatrice?

E’ auspicabile chiedere colloqui periodici, per confrontarsi con l’educatrice di riferimento e per fissare con lei obiettivi e tappe educative, togliere pannolino, ciuccio ad esempio.

Nel momento dell’ingresso e dell’uscita è meglio limitarsi a fare domande ed osservazioni sulla giornata.

 

I 10 punti per stabilire la qualità

Quando valuti quale asilo nido scegliere per il tuo bambino, controlla questi 10 punti sulla qualità:

1. I bambini ti appaiono sereni, stimolati e tranquilli.

2. Gli educatori e il personale che si prende cura dei bambini ha un atteggiamento rilassante e sereno, non alza la voce, trasmette sicurezza e tranquillità.

3. L’ambiente è sicuro, arieggiato e le condizioni igieniche sono garantite.

4. Gli arredamenti e le strutture per i bambini sono sicure e pulite .

5. Spazio sufficiente per il gioco dei bambini.

6. L’area del riposino è silenziosa.

7. Lo spazio dove i bimbi mangiano favorisce lo stare a tavola in serenità .

8. Le aule raccontano la vita al nido: osservate i lavori appesi alle pareti

9. In bagno: ogni bimbo deve avere il suo asciugamano per il fasciatoio e un asciugamano diverso  per le manine e il viso

10. Se è presente il giardino all’esterno, deve essere sicuro e facilmente controllabile dagli educatori.

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“Ora stai li e ripensi a quello che hai fatto”

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“Ora stai li e ripensi a quello che hai fatto!” A volte agli adulti capita di dire così ai bambini per sgridarli da una marachella, per riprenderli dopo che hanno avuto un comportamento sbagliato. Ma siamo proprio sicuri che serva davvero?

Nessun pedagogista avallerebbe un simile comportamento. E spiego meglio il motivo, se un bambino si comporta in maniera scorretta potrebbe essere per vari motivi, principalmente però le cause sono: inconsapevolezza dell’errore, richiesta di attenzione, rabbia.

E’ inoltre da tener conto che un bambino così piccolo non è in grado di “ripensare” al proprio comportamento. L’adulto quindi dovrebbe chiedersi cosa ha portato il bambino a comportarsi in maniera sbagliata, come detto prima potrebbe non sapere che quella cosa non si fa, potrebbe stare cercando di attirare l’attenzione, potrebbe essere frustato o arrabbiato per qualcosa e quello è il suo modo di scaricare la rabbia.

Una volta capito il motivo del comportamento sbagliato o aggressivo, ci sarebbe da chiedersi cosa impara un bambino da una simile esperienza. Il genitore quindi dovrebbe parlare al figlio per fargli capire perchè non si ci si deve comportare così, perchè è un atteggiamento sbagliato e le conseguenze. Ovviamente un castigo per rinforzare la “sgridata costruttiva” può essere messo in atto, ma sempre relazionata al motivo che ha spinto il bambino ad agire. Bisogna entrare in relazione con un bambino, e capirlo per insegnargli davvero PERCHE’ E’ SBAGLIATO.

Siamo però consapevoli che se il bambino sta per infilare le dita nelle presa dell’elettricità magari la paura prevale, e non si può certo pretendere di essere tranquilli nella “sgridata”; l’importante è che però al momento impulsivo segua un momento di spiegazione.

 

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Il punto di vista del BAMBINO

Proviamo a metterci adesso dalla parte del bambino.

Che cosa significa l’inserimento per il bambino?

Beh, per un bimbo entrare al nido significa

  • Scoprire  SPAZI e conoscere PERSONE nuove
  • Abituarsi ad una ORGANIZZAZIONE  della GIORNATA diversa da quella di casa
  • Imparare a star bene anche LONTANO dai GENITORI
  • Accettare altri PUNTI DI RIFERIMENTO
  • Accettare di relazionarsi con ALTRI BAMBINI
  • Superare le micro FRUSTRAZIONI  e, in questo modo,  imparare ad affrontare meglio LA REALTA’

Tutto questo richiede un approccio graduale, nessuna forzatura, tempi adeguati, tranquillità. 

Quali comportamenti il bambino può manifestare in questa fase al nido?

Il bambino piange  quando IL GENITORE SI ALLONTANA DAL NIDO

Il bambino piange quando IL GENITORE ARRIVA A PRENDERLO  AL NIDO

Il bambino ricerca un RAPPORTO FISICO PRIVILEGIATO CON L’EDUCATRICE

Il bambino si porta da casa UN OGGETTO CHE GLI DA’ SICUREZZA

Il bambino inzialmente potrebbe non accettare di essere  CONSOLATO DALL’ADULTO E RIFIUTARE IL RAPPORTO CON GLI ALTRI BAMBINI.

Alcuni di questi comportamenti possono presentarsi dopo qualche giorno perchè i bambini sono presi dalla curiosità e dalla novità e non mostrano immediatamente le loro reazioni.

A CASA

Il bambino ricerca con più insistenza  UNO DEI DUE GENITORI O TUTTI E DUE.

Il bambino manifesta CAMBIAMENTI NEL MOMENTO DEL PASTO E DEL SONNO

Questi comportamenti sono normali e sono legati al fatto che il bambino deve abituarsi alla nuova esperienza, solitamente si risolvono nel giro di breve tempo, molto dipende anche dall’atteggiamento dell’adulto. Se infatti l’adulto aiuta il bambino facendolo sentire tranquillo e trasmettendogli serenità all’interno del nido, il bambino si rasserenerà prima e sarà prima a suo agio all’interno del nuovo ambiente.

 

I bambini, chi prima chi dopo, si inseriscono tutti al nido: bisogna tener presente però che, a parte la prima settimana  di “impatto”  al nido, l’inserimento vero e proprio ha bisogno di più tempo per realizzarsi, affinché il bambino si abitui ai ritmi, ai tempi, alle attività che vengono proposte.

Di solito, si ritiene che l’inserimento sia concluso quando il bambino viene al nido con piacere, non piange al momento del saluto e durante la giornata e partecipa con curiosità ed interesse alle proposte che gli vengono fatte assieme agli altri bambini. E’ normale che anche bambini “ben inseriti” possano presentare dei momenti di crisi, ad esempio dopo un’assenza lunga per malattia o perché stanno vivendo a  casa un momento di particolare tensione, sempre superabile con ottimismo e allegria.