0

Bambini che fanno gli schizzinosi a tavola? Sono sempre di più!

Un articolo del Corriere della Sera ci fa riflettere sul cibo e su come i bambini stanno modificando le loro abitudini, le loro preferenze e su come si comportano in alcune occasioni. Il cibo è il tema della grande Fiera Milanese, Expo2015, perché non approfondirlo estendendolo anche ai più piccoli?

Ecco l’articolo!

Il fenomeno inizia già a due anni e riguarda 1 piccolo su quattro. Si distinguono in “senso-dipendenti”, “preferenziali”, “perfezionisti” o “comportamentali”

Schermata 2015-06-26 alle 22.07.08

Bimbi schizzinosi a tavola: un problema comune a un quarto dei piccoli commensali, studiato nei dettagli dall’University of Illinois – Urbana-Champaign i cui risultati sono stati riportati dalla rivista Scientific American.

Lo studio 

Secondo la ricerca, condotta su 170 bambini tra i due e i quattro anni, i piccoli a tavola si dividono in “senso-dipendenti”, “preferenziali”, “perfezionisti” o “comportamentali”. Le quattro categorie sono emerse dopo che per due settimane i bimbi hanno mangiato pasti standardizzati mentre i genitori prendevano appunti sul loro comportamento. 
Il primo comportamento dei “senso-dipendenti” comprende quelli che rifiutano il cibo per l’odore o la consistenza. Ci sono poi i “preferenziali”, che si rifiutano di mangiare cibi nuovi per loro, o mescolati in modo inusuale, i “perfezionisti”, che ad esempio non mangiano ciò che è stato assaggiato da altri o i “comportamentali”, che rifiutano di sedersi a tavola direttamente, o hanno pretese impossibili.

Che fare 

Una bella lotta insomma per i genitori: «Al momento non ci sono strategie mirate per ogni definizione – spiega Soo-Yeun Lee, uno degli autori dello studio – ma possono andare bene le “vecchie” strategie, come servire i cibi “favoriti” inserendo anche quelli nuovi o rifiutati. L’importante è avere pazienza, a volte servono 10 tentativi per introdurre un nuovo alimento, e spesso i genitori non arrivano a tanto».
La frequenza di questi disturbi, spiegano gli autori, può variare tra il 20 e il 50% dei bambini. Cifre più basse, ma comunque notevoli, sono state trovate da uno studio di Claudio Romano, pediatra dell’università di Messina, presentato all’ultimo congresso della Società Italiana di Pediatria, secondo cui riguarda il 25% dei bambini sotto i sei anni.

0

Save the date 21 Novembre! La famiglia a tavola: parlare, giocare e capirsi.

SAVE the DATE: Giovedì 21 Novembre  ore 20.45

LA FAMIGLIA A TAVOLA: parlare, giocare, capirsi

dott.ssa Manuela Cantoia – docente di psicologia generale Univ. Cattolica di Milano

presso: Scuola Monforte FAES – via Visconti d’Aragona ang via Amadeo, 11 Milano

Uno dei temi importanti che stanno alla base della programmazione dei nostri nidi quest’anno sarà la famiglia a tavola.

Vi proponiamo una conferenza della dott.ssa Manuela Cantoia, docente di psicologia generale alla Cattolica di Milano, che non ci terrà un incontro sulla nutrizione o sull’educazione alimentare, ma ci racconterà come far diventare il momento del pasto in famiglia un’occasione per crescere, come persone e come famiglia.

Attorno alla tavola la famiglia cresce e si trasforma; per i genitori il momento del pasto può diventare  un momento educativo. Manuela Cantoia ci illustrerà in maniera divertente e con un’infinità di spunti operativi, come utlizzare il momento del pasto per potenziare l’autonomia, la responsabilità, la condivisione delle regole, come trasferire il valore del cibo ai nostri bimbi e come a tavola si possa consolidare il senso  dell’identità familiare.

Non perdetevi questa occasione!!

Schermata 2013-11-08 a 23.48.33

0

A tavola con piacere e gusto

Il mangiare e il bere non sono solo una questione legata al nutrimento ma hanno per il bambino un alto significato di rapporto affettivo.  Il momento del pranzo all’asilo è inoltra una delle esperienze più significative del passaggio dall’intimità familiare ad una situazione sociale nuova e più allargata.

E’ importante quindi nel momento del pranzo creare un’atmosfera di rilassamento e serenità nel rispetto dei ritmi soggettivi del bambino e mai come momenti di ansia, evitando pressioni, tensioni e rumori eccessivi.   Importante evitare anche di tenere la televisione accesa durante i pasti, crea confusione e non permette al bambino di concentrarsi sul cibo e sui familiari.

Per quanto riguarda l’alimentazione invece? Frutta e verdura, quante volte al giorno? I carboidrati fanno bene? E le uova? La dieta mediterranea è un concentrato di salute e gusto, ma per nutrire bene il proprio figlio è fondamentale conoscere le proprietà nutrizionali degli alimenti in modo da sapere come combinarli all’insegna dell’equilibrio e del consumo moderato. Per consumo moderato di un alimento si intende un consumo che come quantità e/o frequenza non influisce negativamente, nel complesso, su una sana e corretta alimentazione e sul corretto accrescimento dei bambini.

La verità è che non è sempre facile districarsi tra tante informazioni e non lasciarsi “accecare” dalle pubblicità, che invogliano a comprare cibi confezionati industriali a discapito di alimenti naturali e freschi.

Per riempire correttamente il carrello della spesa, può aiutare molto fare riferimento alla piramide alimentare: uno schema suddiviso in più piani o settori, ognuno dei quali raggruppa tutti gli alimenti con caratteristiche nutrizionali simili.

piramide_alimentare_alimentazione-bambini-coop

Seguendo le frequenze che lo schema della Piramide Alimentare ci indica possiamo essere certi di mettere a tavola gli alimenti che uniscono sapore e salute e di riempire in maniera intelligente (e a volte anche più economica) il nostro carrello della spesa.

Se, invece, un bambino ha allergie o particolari patologie, il consiglio è di rivolgersi a un pediatra, che sulla base di una valutazione complessiva del peso, dell’età, del metabolismo e dello stile di vita, potrà dare tutte le indicazioni necessarie.